L’agenda del Papa per il prossimo anno: un viaggio in Lettonia, Estonia e Lituania?

L'arrivo di Papa Francesco in Myanmar, durante il suo ultimo viaggio apostolico
Foto: Edward Pentin / NCR, ACI Group

Per ora, niente è ancora è ufficiale. Ma la notizia della possibilità concreta di un viaggio di Papa Francesco nei Paesi Baltici nel 2018 è già filtrata, e attraverso canali quasi istituzionali. Anche se per avere una conferma ufficiale, con magari anche le date del viaggio, si dovrà attendere almeno febbraio.

Lo dice ad ACI Stampa l’arcivescovo Zbignevs Stankevics, arcivescovo di Riga, la capitale della Lettonia. “Sono autorizzato a dire solamente che il Papa sta seriamente considerando un viaggio in Lettonia”, spiega. E poi aggiunge che “ulteriori informazioni sul viaggio non possano arrivare prima della fine di febbraio".

Di certo, Estonia, Lettonia e Lituania sono in fermento. L’ultimo a rompere in qualche modo l’embargo per l’entusiasmo è stato il vescovo Philippe Jourdan, amministratore apostolico di Estonia, che ha inviato una lettera ai suoi fedeli pubblicata sul sito della Chiesa Cattolica estone. “Dopo anni di attese e di preghiere – ha scritto – abbiamo appreso che Papa Francesco visiterà il prossimo anno l’Estonia”. E ha sottolineato che l’invito al Papa è stato inviato insieme all’arcivescovo della Chiesa evangelica luterana estone. Un viaggio ecumenico, insomma.

Ma l’ecumenismo è una caratteristica forte della piccole repubbliche baltiche. In Lettonia, il lavoro ecumenico fu grandemente apprezzato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, che la visitò dall’11 al 13 maggio 2016. Sempre nel 2016 la Lettonia è stata incaricata di comporre il sussidio per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. E dalla Lettonia è venuto anche il progetto di una facoltà di teologia ecumenica nell'università di Stato, a segnalare la grande collaborazione che c’è tra le religioni cristiane.

Anche in Lettonia, la visita è molto attesa. Il Cardinale Pietro Parolin era andato per festeggiare i 25 anni dallo stabilimento dei rapporti diplomatici, e sono passati 23 anni dalla visita di San Giovanni Paolo II. E, nel caso della Lettonia, il viaggio si potrebbe colorare di un aspetto mariano, perché lì c’è il santuario internazionale di Aglona, dove celebrò San Giovanni Paolo II e dove potrebbe celebrare anche Francesco.

È stato Janis Siknsnis, consulente del presidente lettone Raimnd Vejonis, a lanciare lo scorso 23 novembre la notizia che il Papa stava pensando ad un viaggio nel Paese, insieme a Lettonia e Lituania. Il presidente Raimonds Vējonis è stato in visita da Papa Francesco lo scorso 2 giugno.

Ma, prima di lui, era stata Daiva Ulbinaite, portavoce della presidente lituana Dalia Grybauskaite, a dire alla Baltic News Agency che la visita è prevista per l’autunno del 2018.

La visita del Papa va a celebrare i 100 anni dalla costituzione degli Stati. Estonia, Lettonia e Lituania, infatti, fino al 1917 hanno fatto parte dell’impero russo. Poi, dal 1918 al 1940 sono state indipendenti. Quindi, dal 1940 al 1941 sono state parte dell'Unione Sovietica; dal 1941 al 1944 sono state occupate dal Germania nazista e dal 1945 al 1991 sono ritornati parte dell'Unione Sovietica. Dal 1991 sono Stati federali e attualmente sono repubbliche parlamentari indipendenti e membri dell'Unione Europea, dal 2004.

Se il viaggio fosse confermato, sarebbe la seconda volta che un Papa visita gli Stati baltici. Giovanni Paolo II vi andò nel 1993, cominciando proprio dalla Lituania, la nazione con la più grande comunità cattolica, il 75 per cento dei circa 3 milioni di abitanti.

I Paesi Baltici sono Stati che hanno cose in comune, ma molte differenze. Estonia, Lettonia e Lituania hanno, sì, tutte dimensioni ridotte e un forte spirito nazionalista, dovuto alla presenza russa che provocò una forte immigrazione negli Stati e che si traduce nella presenza di forti insediamenti di minoranze russe.

Ma sono nette le differenze storiche, politiche, linguistiche e religiose. In Estonia, ad esempio, si parla una lingua molto simile al finlandese, ma diversissima dalle altre due lingue baltiche (il lettone e il lituano). E ancora: in Estonia e Lettonia prevale la religione luterana, in Lituania quella cattolica. 

Ha spiegato ad ACI Stampa l’arcivescovo Stankevics dopo la visita del Cardinale Parolin lo scorso anno: “Abbiamo tante lacerazioni nella nostra società. I lettoni sono poco più della metà dei russi, abbiamo anche rappresentanti delle altre nazioni. I cattolici sono una minoranza, ci sono molti luterani, ortodossi, anche gruppi più piccoli. E il Papa arriverebbe come messaggero della pace e dell’unità”.

Quello nei Paesi baltici sarebbe il terzo viaggio del Papa nel 2018. Per ora, c’è solo un viaggio confermato, in Cile e Perù dal 15 al 22 gennaio. Ma ci si aspetta che il Papa andrà anche in Irlanda ad agosto, per partecipare all’Incontro Mondiale delle Famiglie.

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