800 anni in Terra Santa tra madreperla e legno d'ulivo

Uno dei modelli in mostra
Foto: Custodia di Terra Santa
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Un vero e proprio pellegrinaggio in Terra Santa attraverso gli oggetti che durante i secoli sono stati prodotti a Betlemme.

E’ questo il senso della mostra che racconta 800 anni di presenza francescana in Terra Santa che fino al 23 dicembre viene ospitata alla Biblioteca Braidense di Milano.

Insieme alla mostra anche un libro: “Itinerari e cronache francescane di Terra Santa”, una bibliografia ragionata dei libri scritti e fatti stampare dai francescani tra il 1490 e il 1800 che la Custodia ha voluto editare per evidenziare come i francescani abbiano sempre voluto nei secoli mantenere un saldo legame con l’Europa cristiana per conto della quale testimoniavano sui Luoghi Santi la loro fede.

Il visitatore potrà vivere la testimonianza della vita francescana nella terra di Gesù attraverso un centinaio di libri provenienti dalla Biblioteca Braidense e da una collezione privata milanese che ha una sezione con oltre 500 libri specificamente incentrati sui pellegrinaggi in Terra Santa. Libri di viaggio, alcuni riccamente illustrati con alcune edizioni molto rare e grande bellezza che raccontano la Terra Santa.

E poi gli oggetti: legno di olivo e madreperla a partire dal XVI secolo. Gli antenati dei nostri souvenir da pellegrini. Anche allora chi andava in Terra Santa voleva riportare a casa un ricordo. Piccoli capolavori dell’artigianato betlemita come i modelli della Chiesa del Santo Sepolcro che si possono vedere anche all’interno.

I primi manoscritti degli Itinerari di Terra Santa dei pellegrini cristiani sono stati datati già al IV secolo ed essi continuarono ad essere scritti ininterrottamente lungo tutto il periodo bizantino, arabo, crociato, mamelucco e poi ottomano. Dalla fine del XV secolo molti manoscritti iniziano ad essere stampati in tutta Europa per garantirne una maggiore diffusione. 

Affascinanti i racconti dei viaggi in mare e le descrizioni dei paesi vicini come il Libano, la Siria, il Sinai e l’Egitto. E poi la descrizione delle altre religioni, dei vari riti cristiani. I pellegrinaggi ai Luoghi Santi della Palestina si svolgevano con regolarità e i pellegrini erano ansiosi di riportare con loro una testimonianza delle visite.

Nacque così il culto delle eulogie, oggetti che ricordavano e certificavano i viaggi:  medaglie, croci, anelli, manufatti in vetro, rocce e terreno prelevato sul posto, pane con impresso un segno sacro, reliquie di vario genere.

Con la  conquista musulmana della Palestina nel VII secolo i pellegrinaggi e così la produzione di eulogie subirono un forte rallentamento. Ma con la creazione della Custodia nel XIV secolo l’artigianato riprese il suo sviluppo che creò dei veri capolavori come i modelli della Chiesa del Santo Sepolcro la cui realizzazione richiedeva diversi mesi di lavoro.

Gli artigiani di Betlemme realizzavano anche molti altri oggetti in ulivo e madreperla destinati ai pellegrini di passaggio o, in casi particolari, creati su specifica richiesta: croci processionali, crocifissi decorati con le scene della vita di Cristo e della sua passione, cornici, rosari, quadri, cartegloria, modellini in scala ridotta della grotta della Natività, del Calvario, della Chiesa della Vergine e dell’Edicola del Santo Sepolcro. Ancora nel XX secolo vennero prodotti speciali oggetti di ottima qualità come quelli donati al Principe Umberto di Savoia in occasione del suo pellegrinaggio in Terra Santa nel 1928 e La via Crucis donata  da Yasser Arafat a Giovanni Paolo II oggi conservata nella Cappella del Sinodo in Vaticano.