A Carpi la Peregrinatio Mariae, Mons. Cavina: "Fatima è speranza, non uno spauracchio"

L'arrivo della Statua della Madonna di Fatima a Carpi
Foto: Alessandro Andreoli - Facebook Diocesi di Carpi
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Il culto mariano della Madonna di Fatima non conosce confini. E la Diocesi di Carpi ha promosso - dal 7 al 17 settembre - la Peregrinatio Mariae in tutto il territorio diocesano, in occasione del centenario delle apparizioni della Vergine.

Preghiera e carità concreta si uniscono, infatti le offerte raccolte durante le celebrazioni saranno devolute interamente alla Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre a sostegno dei cristiani iracheni profughi ad Erbil in Kurdistan.

Il 16 settembre, a conclusione della Peregrinatio, il Vescovo Monsignor Francesco Cavina presiederà l'Atto di Consacrazione della Diocesi di Carpi al Cuore Immacolato di Maria.

Dalla Madonna ci arriva - ha detto Monsignor Cavina nell'omelia della Messa che ha aperto la Peregrinatio - "un pressante invito a pregare assiduamente per la pace nel mondo e a fare penitenza per aprire i cuori alla conversione".

"Stiamo vivendo - ha osservato ancora il prelato - una crisi spirituale e culturale che nasce dalla pretesa dell’uomo di volere costruire una società più giusta, umana e fraterna a prescindere da Cristo, vero uomo e vero Dio. Si tratta di una drammatica illusione perché senza il Signore la nostra storia personale e collettiva si trasforma da un cammino verso la Patria del cielo ad un vagabondare senza meta e in un vivere alla giornata. Per queste ragioni, il messaggio della Madonna a Fatima rappresenta un faro che ancora oggi continua a gettare la sua luce sul mondo, e in questi giorni, ne sono certo, anche sulla nostra Chiesa di Carpi. Esso è un richiamo a dirigerci verso l’unico porto di salvezza, Cristo Gesù, vera fonte di speranza e di pace. Noi, tante volte, lo abbiamo abbandonato, ma il Signore è sempre presente, e ci aspetta con pazienza e amore per infondere pace e spronarci a non chiuderci in noi stessi, paralizzati dalla paura e dal futuro".

"La ragione vera - ha concluso Monsignor Cavina - che ci ha portato ad accogliere la presenza della Vergine Maria tra noi è l’amore che anche la nostra Chiesa, a immagine del suo divino Fondatore, nutre per la salvezza dell’umanità. Si tratta di un amore che si alimenta ad una certezza: Dio vuole il nostro bene ad ogni costo; Egli è presente nella storia degli uomini e dei popoli, ed è sempre pronto a suscitare, in maniera inaspettata, ma meravigliosa, speranze e appelli alla santità, alla purificazione, alla conversione. Fatima, dunque, non vuole essere uno spauracchio per l’umanità, quanto piuttosto un invito alla speranza".