A Wittemberg una firma per ricomporre l'unità spezzata 500 anni fa

Wittemberg, la piazza del Duomo
Foto: pd
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E’ un appuntamento storico quello che oggi a Wittemberg a 500 anni dalle 95 tesi di Lutero che segnarono la divisione dei cristiani permette un passo verso la ricomposizione di quella frattura. A Wittemberg infatti oggi ha luogo una cerimonia in cui la World Communion of Reformed Churches firma laDichiarazione Congiunta della Dottrina della Giustificazione.

A guidare la delegazione vaticana sarà il vescovo Brian Farrell segretario del PCPCU.

La Comunione Mondiale di Chiese Riformate, spiegano al Pontificio Consiglio, si assocerà al consenso ecumenico già raggiunto tra cattolici, luterani e metodisti sulla dottrina della giustificazione.

“La dottrina della giustificazione - ricorda una nota del PCPCU- per grazia attraverso la fede è al centro del Vangelo. L’intesa sull’interpretazione di come la salvezza portata da Cristo operi realmente nel peccatore è di estrema importanza per i progressi ecumenici. Le Chiese Riformate affermeranno ora che il consenso sulle verità fondamentali della dottrina della giustificazione è conforme alla dottrina riformata. Pertanto, una delle questioni cruciali che avevano acceso il dissenso tra i riformatori e le autorità della Chiesa cattolica nel XVI secolo è stata disinnescata e risolta e questo permette di progredire verso una maggiore comunione spirituale ed ecclesiale tra protestanti e cattolici”.

Tuto si svolgerà durante un liturgia ecumenica alla presenza dei delegati della Chiesa luterana, metodista e cattolica. Il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani sarà rappresentato dal Segretario,  Brian Farrell, e da Avelino Gonzalez, Officiale della Sezione Occidentale del Dicastero. Un evento che “sarà un’altra importante pietra miliare sul cammino verso l’unità visibile dei cristiani: non ancora la meta, ma una fase significativa del viaggio comune”.

Significativo il rapporto tra giustificazione e impegno a favore della giustizia nel mondo: “La grazia - ricordano al Pontificio Consiglio- comporta ed esige “opere buone” nella costruzione del Regno di Dio, che è un regno di giustizia, di pace e di riconciliazione. La giustificazione conduce alla solidarietà con le vittime dell’emarginazione sociale ed all’opposizione nei confronti di sistemi di ingiustizia sociale ed economica. Nel comprendere in maniera comune questo imperativo cristiano, cattolici, luterani, metodisti e riformati possono trovare modalità più ampie e più intense di collaborazione al servizio dell’umanità sofferente. In questo senso, i progressi ecumenici nel dialogo non sono meramente uno sforzo accademico di esperti nel settore, ma hanno un impatto positivo e concreto sul modo in cui i cristiani di confessioni diverse vivono e lavorano insieme in maniera solidale ed offrono una testimonianza comune del Vangelo nella società odierna”.