Ballottaggio presidenziale, l'appello dei Vescovi francesi

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Foto: Conférence des évêques de France
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“La nostra democrazia non si trasformi in una società violenta. La dignità della nostra società si riconosce dal rispetto dei più deboli dei suoi membri, dall’inizio della loro vita sino alla loro fine naturale. Una società viva riposa necessariamente sulla ricerca del bene comune e la messa in opera di mezzi di solidarietà efficaci”. Così una nota dei Vescovi francesi - a firma del Segretario Generale Monsignor Olivier Ribadeau Dumas - diffusa alcuni giorni fa in vista del ballottaggio presidenziale di domenica prossima tra il liberale di sinistra Emanuel Macron e la leader del Front National Marine Le Pen.

“L’aumento del fenomeno migratorio, dovuto a molti fattori - scrive ancora la Conferenza Episcopale Francese - è un dato di fatto, non una controversia. Dinanzi a Paesi che accolgono milioni di rifugiati, come può il nostro Paese tirarsi indietro di fronte alla prospettiva di accogliere e integrare decine di migliaia di queste vittime? Il nostro impegno per la solidarietà non può essere ridotto al quadro ristretto del nostro Paese”.

La Francia - chiedono i Vescovi - mette in campo “con coraggio in politiche di accoglienza e programmi di sostegno nei Paesi di origine dei flussi migratori. Occorre inoltre, conclude la nota della Conferenza Episcopale - “favorire una vera adesione dei popoli europei al progetto europeo”.

“Il voto è un modo di amare il proprio Paese, vi invito in particolare a votare con il Vangelo in mano. Il nostro voto è un modo per mettere in pratica la massima ama il prossimo tuo come te stessoIl dialogo costruisce l'unità e ci prepara il futuro”, scrive in un comunicato l'Arcivescovo di Rouen Lebrun - diocesi di Padre Jacques Hamel che nel luglio scorso è stato trucidato da due terroristi.

“Come illuminare la coscienza al momento del voto? In primo luogo, pregando perchè lo Spirito Santo non è mai avaro con le sue luci”, scrive invece l'Arcivescovo di Tolone Dominique Marie Jean Rey che ricorda poi le posizioni espresse dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger nel 2002: “se un programma o un candidato su un punto fondamentale, attaccano la moralità o la giustizia allora noi dobbiamo respingerlo”.