Bartolomeo: "La Croce è onore dei cristiani, non possiamo vergognarcene"

Il Patriarca Bartolomeo I
Foto: www.patriarchate.org/
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I è in visita a Bologna, da poco orfana del Cardinale Arcivescovo emerito Carlo Caffarra. In città Bartolomeo ha tenuto ieri una lectio magistralis presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna.

Nella sua relazione Bartolomeo ha citato Papa Francesco e l'enciclica Laudato Sì. “Salvaguardare l’ambiente - ha ricordato il Patriarca - significa salvaguardare la vita. Il preservare la natura e il servizio del prossimo sono inseparabili. Vi è un profondo legame tra la giustizia ambientale e la giustizia sociale. L’abominio dell’egoismo umano nei confronti della creazione ha portato alle più grandi crisi umanitarie, dove i poveri sono diventati più poveri a scapito di una piccola élite mondiale”.

Secondo Bartolomeo I "resta immutata la forza e l’importanza della nostra Chiesa, anche di fronte alle sfide del mondo attuale, dove è sempre più necessario spegnere i fondamentalismi di qualsiasi tipo per favorire il dialogo franco tra religioni, culture, ideologie e sistemi economiciI. Il mondo della fede può essere veramente un potente alleato negli sforzi per affrontare tutte le crisi che attanagliano le nostre società: la giustizia ambientale e sociale, il combattere fondamentalismo e razzismo, la capacità di accoglienza cosciente e sostenibile, la salvaguardia della cultura e delle tradizioni, il valore della biodiversità e della salvaguardia biologica”.

Il Patriarca di Costantinopoli ha poi celebrato presso la chiesa ortodossa di San Demetrio i vespri per la festa della Esaltazione della Santa Croce che - ha ribadito - “è l’onore dei cristiani, è la benedizione, la forza, il sostegno. Ogni preghiera e ogni funzione inizia con il segno della croce, tutto è benedetto col segno della croce, tutto è protetto col segno della croce. Non dobbiamo allontanarci da essa, non dobbiamo vergognarci di essa, perché il Signore della vita è passato attraverso la croce per portarci tutti alla vita in Lui”.

Nella croce - ha concluso Bartolomeo - c'è la strada per l'unità dei cristiani: “nel cammino verso la unità, che le nostre Chiese hanno intrapreso da molto tempo, la speranza è sostenuta da quel simbolo di morte che per noi cristiani è divenuto il simbolo della vita e per il quale molti nostri fratelli, ovunque nel mondo e attraverso i tempi hanno offerto la propria vita. Perché nella croce del Salvatore essi hanno visto l’albero della vita, piantata sulla terra ma con le braccia protese verso il cielo. La sua croce salva ogni popolo, ogni nazione, ogni uomo e ogni donna che a Lui aprono il proprio cuore, che in Lui pongono la propria fiducia e si lasciano accarezzare dal soffio dello Spirito di Dio. Non dobbiamo mai scoraggiarci neppure di fronte alle più dure avversità: non ne abbiamo il diritto”.

Dopo Bartolomeo, la città felsinea ospiterà Papa Francesco il prossimo 1 ottobre.