Cellula fondamentale della società e della Chiesa. Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe

La Santa Famiglia
Foto: Centro Aletti
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Il Figlio di Dio ha voluto iniziare la sua missione di Salvatore all’interno di una famiglia, la quale è la prima realtà che Gesù ha santificato con la sua presenza.

La famiglia è luogo di amore, di donazione e di trasmissione della vita. Per quanto riguarda i figli è opportuno ricordare che i genitori non ne sono i proprietari. Gesù, infatti, non fu solo di Giuseppe e di Maria, ma soprattutto del Padre celeste. Un genitore è tale quando, sull’esempio di Maria e Giuseppe, non piega i figli ai propri desideri, ma li aiuta a scoprire il disegno di Dio sulla loro vita e a raggiungerlo nella libertà, anche se a volte una simile dedizione richiede dolorosi distacchi. Questa dedizione, tuttavia, è l’avveramento e la pienezza del vicendevole amore tra marito e moglie. I figli, dunque, e non solo il Figlio che è Gesù, sono il segno della visita di Dio e della sua benedizione. Dalla sacra Famiglia i genitori ricevono anche il dono della speranza, che è la fiducia che nessun sacrificio andrà perduto, nessuna sofferenza sarà stata vana se ci si pone al servizio della paternità divina.

            Giuseppe a Maria, è detto nel Vangelo, “portarono il bambino per offrirlo al Signore”. Con la presentazione del Bambino essi riconoscono che il proprio figlio è dono di Dio ed appartiene a Dio. I genitori, oggi, dichiarano questa verità quando portano il loro figlio al fonte battesimale e si impegnano ad educarlo nella fede della Chiesa.

E’ quanto è avvenuto anche nella santa Famiglia. Gesù nasce e cresce in un ambiente familiare, sociale, culturale e religioso specifico. In questo ambiente, aiutato dalla testimonianza e dalla parola dei suoi genitori, impara le tradizioni religiose e cultuali del suo popolo, vive l’obbedienza alla Sacra Scrittura, conosce la verità su Dio. La famiglia in tal modo arricchisce la comunità e la comunità sostiene la famiglia nel proprio faticoso cammino umano e di fede.

Il Papa Paolo VI in un incontro con le famiglie si rivolse ad esse con queste parole, riprese poi da San Giovanni Paolo II: Mamme, le insegnate ai vostri bambini le preghiere del cristiano? Li preparate, in consonanza coi sacerdoti, i vostri figli ai sacramenti della prima età: Confessione, Comunione, Cresima? Li abituate, se ammalati, a pensare a Cristo sofferente? A invocare l’aiuto della Madonna e dei santi? Lo dite il rosario in famiglia? E voi, papà, sapete pregare coi vostri figlioli? (FC 60).

La famiglia è, dunque, il luogo ordinario in cui incontrare Dio e costruire la Chiesa.

Ma la famiglia è anche la cellula fondamentale e più semplice della società. E’ la principale scuola di tutte le virtù sociali. E’ provato, infatti, che la salute di una società si misura dalla salute della famiglia. Pertanto, gli attacchi rivolti alla famiglia sono attacchi rivolti alla società stessa, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Solo se ci saranno persone che credono nella famiglia e la difendono la società verrà richiamata dallo smarrimento che la sta disfacendo.

Chiediamo che “Cristo Signore, re dell’universo, re delle famiglie, sia presente, come a Cana, in ogni famiglia cristiana a donare luce, gioia, serenità, fortezza” (FC 86).