Cento anni del primo Codice di diritto canonico. Ecco il Messaggio del Papa

Codex Iuris Canonici
Foto: wikipedia commons
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“La codificazione attrezzò la Chiesa per affrontare la navigazione nelle acque agitate dell’età contemporanea, mantenendo unito e solidale il popolo di Dio e sostenendo il grande sforzo di evangelizzazione, che con l’ultima espansione missionaria ha reso la Chiesa davvero presente in ogni parte del mondo”. E’ il pensiero di Papa Francesco in merito al centenario del Codex Iuris Canonici del 1917.

Per l’occasione il Pontefice ha voluto inviare un messaggio ai partecipanti al XVI Congresso Internazionale di Diritto canonico, organizzato dalla “Consociatio Internationalis Studio Iuris Canonici Promovendo” con tutte le Facoltà Romane di Diritto Canonico, dal titolo “Diritto Canonico e culture giuridiche nel centenario del Codex Iuris Canonici del 1917”. Il Messaggio è stato portato dal Cardinale Segretario di Stato all'inizio del Congresso, che si svolge a Roma dal 4 al 7 ottobre 2017.

Per Francesco, quella di Pio X, era la buona “convinzione che il clero dovesse essere aiutato, con strumenti idonei e semplici, a far fronte ai tempi nuovi e alle nuove esigenze che si ponevano nell’azione pastorale. Da questo punto di vista, l’organizzazione delle norme canoniche nel sistema di un moderno codice, destinato a sorreggere la vita quotidiana dei pastori, sta in perfetta corrispondenza con il Catechismo che da quel santo Pontefice prese il nome e che si rivelò uno strumento formidabile per la formazione cristiana”.

Era il 1917 e sono passati 100 anni: “Guardando al secolo che ci separa da quell’atto di promulgazione – continua il Papa nel messaggio - non si può negare che il Codice pio-benedettino abbia reso un grande servizio alla Chiesa, nonostante i limiti di ogni opera umana e le distorsioni che, nella teoria e nella pratica, le disposizioni codiciali possono aver conosciuto, ivi compresa qualche tentazione positivistica”.

Per Papa Francesco: “Il Codice ha avuto un doppio effetto: incrementare e garantire l’autonomia che della Chiesa è propria, e al tempo stesso – indirettamente – contribuire all’affermarsi di una sana laicità negli ordinamenti statali. Tuttavia, la ricorrenza centenaria che quest’anno si celebra dev’essere anche occasione per guardare all’oggi e al domani, per riacquisire e approfondire il senso autentico del diritto nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, dove il dominio è della Parola e dei Sacramenti, mentre la norma giuridica ha un ruolo necessario, sì, ma di servizio”.

Francesco ritorna poi all’impellente invito di Benedetto XVI nella Lettera ai seminaristi: “Imparate anche a comprendere e – oso dire – ad amare il diritto canonico nella sua necessità intrinseca e nelle forme della sua applicazione pratica: una società senza diritto sarebbe una società priva di diritti. Il diritto è condizione dell’amore”.

Conclude il Pontefice il suo messaggio: “Il diritto canonico può svolgere anche una funzione educativa, facilitando nel popolo cristiano la crescita di un sentire e di una cultura rispondenti agli insegnamenti conciliari”.