Chiesa in Europa, l’impegno a proseguire il dialogo con l’Islam

La foto ufficiale dei partecipanti all'incontro di Scutari, organizzato dal CCEE. Lì, dal 7 al 9 febbraio, si sono incontrati i delegati per il dialogo con l'Islam delle Conferenze Episcopali europee per rinnovare il loro impegno al dialogo con il mondo islamico
Foto: CCEE
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Ci vuole uno sforzo da parte cristiana e da parte islamica per “scongiurare il discorso dell’odio” che è all’origine di “sospetti reciproci, discriminazioni, esclusione, marginalizzazione e risentimenti”. Lo dice il Cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, in un messaggio inviato ai partecipanti dell’incontro dei delegati nazionali per i rapporti con l’Islam delle Conferenze Episcopali d’Europa.

I delegati si sono riuniti a Scutari, in Albania, dal 7 al 9 novembre, con l’obiettivo di guardare all’Islam come una religione con la sua spiritualità e la sua teologia, oltre le norme comportamentali. La scelta di Scutari, su invito dell’arcivescovo Angelo Massafra, celebra il 25esimo anniversario della storica visita di San Giovanni Paolo II nel Paese che fino a trent’anni fa viveva un ateismo di Stato così feroce da produrre moltissimi martiri.

Il messaggio del presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ai partecipanti arriva anche in un momento di positivo dialogo tra Santa Sede e istituzioni islamiche, con la riapertura dei rapporti con l’istituzione sunnita di al Azhar, ma anche il dialogo con autorità sciite come la Lega Musulmana mondiale.

Il Cardinale, due anni fa, al culmine della crisi provocata dagli attacchi dello Stato Islamico, aveva firmato un messaggio per chiedere ai partner del dialogo di condannare con forza il terrorismo di matrice religiosa, e un altro per sottolineare che si deve continuare il dialogo con l’Islam. Ed è lui ad invitare i partecipanti “cristiani e musulmani a promuovere il rispetto reciproco, l’obiettività nel parlare e nello scrivere sull’altra religione, la benevolenza, la compassione e la misericordia“.

Questo interesse al dialogo è stato mostrato dai partecipanti all’incontro. Il comunicato stampa finale del CCEE sottolinea che “la Chiesa in Europa è impegnata nel dialogo con le diverse comunità musulmane a vari livelli (accademico, religioso e sociale, ma anche dogmatico, giuridico e spirituale)”, e che questo dialogo “non è un’aspirazione, ma un’esperienza quotidiana con le sue gioie e le sue sfide”.

In Albania, in particolare, le diverse realtà religiose collaborano armoniosamente, lì si vive “la mistica dell’incontro”, da cui il tema dell’”incontro della mistica” che ha caratterizzato i tre giorni di Scutari.

Si è parlato di come i credenti musulmani vivono la loro relazioni con Dio, attraverso gli interventi di un imam sunnita e il leader della comunità Bektashi del Paese. Il dibattito è consistito soprattutto sul ruolo della libertà, che non riguarda solo la scelta religiosa, ma anche nel modo in cui il credente vive la relazione con Dio, secondo un cammino interiore che è comune a cristiani e musulmani.

I delegati europei hanno anche discusso di buone pratiche nel dialogo con l’Islam, e in particolare si sono concentrati su tre esperienze: un catecumenato per accogliere persone che hanno chiesto il Battesimo pur proveniendo da ambienti musulmani, che si pratica in Austria; un approfondimento dell’esperienza spirituale, secondo l’esempio di Monsignor Claude Rault, vescovo emerito di Laghouat Ghardaia in Algeria, che ha fondato con il priore di Tibherine Christian de Chergé l’iniziativa “Ribat al Salam” (Legame di Pace) che, appunto, sviluppa un dialogo tra cristiani e musulmani sulla base della spiritualità; infine, l’accompagnamento delle coppie cristiano-musulmane come viene operata in Francia.

Durante l'incontro, i delegati nazionali hanno visitato sia la Grande Moschea che il Convento delle Clarisse – che durante gli anni della dittatura era stato trasformato in un carcere per i prigionieri di Stato –, nonché il museo diocesano con le testimonianze dei 38 martiri albanesi.

I lavori si sono conclusi con una presentazione sullo statuto teologico dell’Islam nella riflessione cristiana contemporanea, tema che è stato consegnato dal Concilio Vaticano II e che apre prospettive per approfondire le esperienze di dialogo nate e vissute in tutta l’Europa.

Dopo la Messa presieduta dal vescovo Brendan Leahy D.D. di Limerick e responsabile della sezione Dialogo Interreligioso della Commissione Evangelizzazione e Cultura del CCEE, l’incontro si è chiuso con la visita al Santuario bektashi di Croia (Krujë), centro spirituale della medesima confraternita.