Don Milani: la sua vita da sacerdote e insegnante raccolta in un libro inedito

Don Lorenzo Milani
Foto: wikipedia.org
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L’esperienza del priore di Barbiana come sacerdote e insegnante è ricostruita da Mario Lancisi nel volume “La scuola di don Lorenzo Milani”, edito da Sarnus. Uscito per la prima volta nel 1997 e ormai introvabile, il testo torna oggi in libreria in un’edizione rinnovata e sintetica.

In un video messaggio inviato ad aprile alla fiera nazionale “Tempo di Libri”, Papa Francesco ha ricordato la figura di don Milani a cinquant’anni dalla morte, soffermandosi sull’importanza della proposta educativa, sulla predilezione per i poveri e sulla difesa dell’obiezione di coscienza. E il prossimo 20 giugno il Papa sarà proprio a Barbiana per pregare sulla tomba di don Milani. E' previsto che il Papa nella chiesa incontri anche i discepoli di don Milani ancora in vita. Nello stesso giorno il Pontefice sarà anche sulla tomba di Don Mazzolari.

“La scuola costa poco, un po’ di gesso, una lavagna, qualche libro regalato, quattro ragazzi più grandi a insegnare, un conferenziere ogni tanto a dire cose nuove gratis”. Le parole di Milani, all’anagrafe Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti ci dicono molto sul suo intento pedagogico portato avanti a partire dagli anni Cinquanta a Barbiana, piccola comunità del Mugello dove il sacerdote era stato inviato “per punizione" dopo alcuni contrasti con la Curia. Lì il parroco crea dal nulla una scuola popolare a tempo pieno, basata sui valori dell’accoglienza e sul superamento delle differenze tra ricchi e poveri: un vero e proprio collettivo dove i ragazzi lavorano tutti insieme e dove chi sa di più è tenuto ad aiutare e sostenere chi è in difficoltà.

Da quell’esperienza nasce il famoso testo “Lettera a una professoressa”, scritto proprio dagli alunni sotto la supervisione del sacerdote. Il libro, pubblicato nel 1967, è una vera e propria denuncia al sistema scolastico del tempo, accusato proprio di avvantaggiare i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti attuando di fatto una forma di discriminazione socio-culturale. Tra i documenti contenuti nel libro di Lancisi, giornalista e studioso del mondo cattolico con diverse pubblicazioni all’attivo, c’è anche la risposta della famosa professoressa a cui la lettera era rivolta.

L’autore dà conto di cosa sia stata la scuola di Barbiana, ricostruendone la vicenda e riportando le lettere del priore a Gian Paolo Meucci e a Mario Gozzini. L’autore racconta, attraverso un viaggio a Barbiana, che cosa di quella scuola è rimasto. Prendono la parola anche i ragazzi di Barbiana, la professoressa cui era indirizzata la lettera, e alcuni amici: Erenesto Balducci, Giorgio Falossi, Gian Paolo Meucci, Luca Pavolini.

Nel libro ci sono soprattutto i racconti dei ragazzi di Barbiana, testimoni diretti di quell’esperienza innovativa e destinata a far discutere anche oggi.

“Ho voluto più bene ai miei ragazzi – ripeteva spesso Don Milani – che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze…”. Il Papa rimane commosso da questa “visceralità” e per questo in forma privata recherà visita alla sua tomba.