I cattolici siano minoranza creativa, dice il Cardinale Eijk

Il Cardinale Wilhelm Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, durante una conferenza stampa
Foto: Bohumil Petrik / CNA
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Come contrapporre la cultura della vita alla cultura della morte? Il Cardinale Wilhelm Jacobus Eijk ha una risposta precisa. “I cattolici – dice, sulla scorta di Benedetto XVI – devono essere minoranza creativa, in una società che mette sempre più da parte i valori cristiani”.

Cosa significa essere minoranza creativa?

La società è ormai segnata dalla liberalizzazione totale, che include anche un presunto diritto all’aborto e all’eutanasia. I cattolici che accettano pienamente gli insegnamenti della Chiesa sono pochi. Siamo in pochi. Ma dobbiamo essere capaci di sviluppare la cultura della vita. Dobbiamo essere minoranza creativa, come ha spiegato Benedetto XVI durante il suo viaggio in repubblica Ceca. Quando una minoranza è creativa, può ottenere molto.

In che modo si possono raggiungere risultati?

Dovremmo comportarci in modo tale da brillare con la nostra vita, e portare la nostra luminosa vita nella lotta contro la cultura della morte. Dobbiamo dare testimonianza. Per contrastare l’idea dell’eutanasia, per esempio, siamo chiamati ad offrire cure senza fine nei nostri ospedali, e questo è quello che cerchiamo di fare.

Da cosa viene l’idea di una minoranza creativa?

L’idea della minoranza creativa deriva dallo storico inglese Toynbee, che ha analizzato molte culture e il modo in cui queste culture sono emerse, e da qui è arrivato alla conclusione che una cultura emerge sempre grazie ad una minoranza creativa.

In Olanda, uno dei temi principali è quello dell’eutanasia. Cosa fa la Chiesa in Olanda per contrastare l’eutanasia?

Facciamo un sacco di proposte che contrastano le leggi in Parlamento, attraverso i giornali che abbiamo. Cerchiamo di chiarificare le questioni e annunciare il Vangelo della vita nel modo più chiaro possibile, abbiamo anche formato un network di dottori che rispettano l’insegnamento della Chiesa. E proponiamo il Vangelo della vita anche nelle nostre strutture, dove le persone testimoniano individualmente.