Il 2018 della Polonia, Vangelo e Patria per i cento anni dell'indipendenza

Józef Piłsudski, leader della Seconda Repubblica Warsaw 1918.
Foto: Piotr Mecik / Forum/ culture.pl/
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Il 2018 sarà un anno particolare per la Polonia che nel 1918, dopo oltre un secolo in cui era scomparsa dalla mappa d'Europa, tornava finalmente a vivere come Stato indipendente.

La nazione polacca ha una storia lunga più di un millennio; nel XVI secolo guidata da Jan III Sobieski, era uno dei paesi europei più potenti e influenti. Ma per ben 123 anni cessò di esistere essendo spartita tra Impero Russo, Austriaco e Prussia. Solo dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1918, la Polonia ritorna indipendente e rinasce grazie a Józef Piłsudski.

Una occasione per l’episcopato di ricordare il senso stesso di Patria e patriottismo in contrasto con il nazionalismo. L'arcivescovo Stanislaw Gadecki, presidente dell'episcopato polacco in una lettera intitolata "Nazionalismo e il patriottismo ", sottolinea la differenza tra questi due concetti, pubblicata  in l'occasione del "XXI Giorno del Giudaismo nella Chiesa cattolica in Polonia", celebrata lo scorso 17 gennaio 2018.

Gadecki presenta brevemente quattro tipi di nazionalismo: integrale, cristiano, laico, neopagano e sciovinismo, considerato come una forma estrema di nazionalismo. La loro caratteristica comune è la convinzione che "la nazione è il bene più alto ".  Ma contemporaneamente "la Chiesa cattolica vede il nazionalismo in modo critico perché porre la nazione all’apice della gerarchia di valori può portare a una sorta di idolatria ", osserva il Presidente dei Vescovi Conferenza. Papa Pio XI mise in in guardia da questo  errore nell'Enciclica "Mit brennender Sorge "nel 1937.

Il patriottismo al contrario è un atteggiamento degno di essere sviluppato, "il cristiano vive profondamente coinvolto nella vita di singole nazioni ed è un segno del Vangelo anche in la fedeltà alla sua patria, la sua nazione, la cultura nazionale, ma sempre nella libertà che Cristo ci ha portato come ricordava Giovanni Paolo II senza sentimenti di riluttanza verso le altre nazioni ", scrive il presidente dell'Episcopato polacco.

Proprio ai giovani del Cile in questi giorni Papa Francesco ha ricordato lo stesso principio. “L’amore per la patria è un amore per la madre” ha detto Francesco “se non siete patrioti, non nazionalisti, ma patrioti, non farete nulla nella vita”.

Patriottismo dunque che, come hanno scritto i vescovi polacchi nel 2012 “diventa un elemento di ordine e pace, quando è costruito sulla fede e sul comando di amare il prossimo”.

La forma cristiana del patriottismo porta anche all’impegno sociale come "l'impegno per il lavoro, la riconciliazione sociale, la verità sulla dignità di ogni essere umano, e alleviare le eccessive emozioni politiche, indicando e allargando i campi per la cooperazione della Polonia  contro le divisioni e contro la politicizzazione inutile ".

L’augurio del Presidente dell’ Episcopato polacco è che “il 100 ° anniversario dell'indipendenza della Polonia rafforza in noi l'amore della patria nello spirito del vero patriottismo”.

Nel 2018 inoltre l’Istituto Polacco di Roma dedicherà molte delle proprie iniziative a celebrare i cento anni dell'Indipendenza della Polonia. 

Dalla proiezione del documentario su Padr Jerzy Popiełuszko, "Messanger of the Truth" di Paul Hensler, alla mostra fotografica di Aldo Navoni e Federica Pozzi con immagini dei campi di sterminio di Auschwitz e Majdanek accompagnate  dalle lettere che i prigionieri politici polacchi scrivevano alle famiglie.   

E il giorno della Memoria il 27 gennaio al Il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone sara eseguito un concerto con musiche di Mieczyslaw Weinberg,
Viktor Ullmann e Krzysztof Penderecki. L’orchestra Sinfonietta Cracovia sarà diretta
dallo stesso M° Penderecki.