Il Cardinale Scola: "Economia e finanza devono avere cura dell'uomo"

Il Cardinale Scola
Foto: Dialoghi di Vita buona
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A Milano ieri sera presso il Piccolo Teatro Studio Melato si è svolto il confronto - nell'ambito dei «Dialoghi di vita buona» - sul tema «L’economia ci cura?»: a confrontarsi Severino Salvemini, Alberto Martinelli, Marina Salamon, Riccardo Bonacina e il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano.

"Non è ragionevole - ha spiegato il Cardinale Scola - percorrere la strada della programmazione tecnocratica, occorre partire dalla persona e dalla comunità. Tutto il lavoro deve essere promosso e difeso da opportune politiche" perchè - ha sottolineato ancora l'Arcivescovo - "l'autentica economia è quella che è fatta per curare".

Presentando il suo intervendo a «Dialoghi di vita buona» il Cardinale Scola si è chiesto se "l’inevitabilità di regole, di buone regole, per la finanza e per l’economia consente a queste dimensioni personali e sociali di concepirsi al di fuori di una visione globale di senso della vita umana? L’economia ci cura? Bisogna, che senza alterare le regole, ci si impegni a mostrare in esse che l’economia e la finanza hanno quella cura necessaria per l’uomo. Ed è a questo punto che entrano in campo categorie a cui anche Papa Benedetto prima e Papa Francesco hanno fatto riferimento, come le categorie del gratuito, del dono, la categoria stessa di cura".

Secondo l'Arcivescovo di Milano, infine, "l’economia, in tutte le sue manifestazioni" deve orientarsi "a pensarsi all’interno della comunità umana e quindi a confrontarsi con l’esigenza che la loro azione specifica si colleghi e in un qualche modo dipenda dai fattori costitutivi del benessere della persona umana e della società. Altrimenti c’è il rischio di ritornare al celebre ritornello di qualche decennio fa: business is business. Questo è limitante per la società e alla lunga anche per l’economia e per la stessa finanza".