Papa Francesco e la "radiografia spirituale" del nostro cuore

Papa Francesco saluta i fedeli in Piazza San Pietro
Foto: OR/ Aci Group
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La Parola di Gesù “non è una gabbia o una trappola, ma un seme che può portare frutto”. Papa Francesco lo ha detto nel commento alle letture domenicali nella riflessione prima dell’ Angelus.

Il Papa ha detto che Gesù parlava il linguaggio semplice della gente e non "il linguaggio pieno di rigidità dei dottori della legge" con "una teologia complicata".

La parabola del seminatore è per il Papa  “una “radiografia spirituale” del nostro cuore, che è il terreno sul quale cade il seme della Parola”.

Così il “terreno sassoso” è un “cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non “decolla” mai. È un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto”.

E poi i “rovi” cioè, dice Francesco, “i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il potere. Se coltiviamo questi rovi, soffochiamo la crescita di Dio in noi”.

Allora i cristiani devono chiedersi se il “cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se in noi i sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi”.

Il Papa ha poi salutato le Suore Hijas de la Virgen de los Dolores, a 50 anni dall’approvazione pontificia dell’Istituto; le Suore Francescane di San Giuseppe, a 150 anni dalla fondazione; i dirigenti e gli ospiti della “Domus Croata” di Roma, nel 30° anniversario della sua istituzione e un saluto ai carmelitani "che possano continuare decisamente sulla strada della contemlazione". E un saluto speciale  alla comunità cattolica venezuelana in Italia, alla quale il Papa ha rinnovato "la preghiera per il vostro amato Paese”.