Il Papa: "Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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“L’amore fra uomo e donna è tra le esperienze umane più generative, è fermento della cultura dell’incontro e porta al mondo attuale un’iniezione di socialità: davvero il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa. Proprio la famiglia nata dal matrimonio genera legami fecondi, che risultano l’antidoto più efficace all’individualismo dilagante; tuttavia, nel cammino dell’amore coniugale e della vita familiare ci sono situazioni che richiedono scelte ardue, da compiere con rettitudine”. Lo ha detto il Papa nel videomessaggio diffuso in occasione del Terzo Simposio Internazionale sull’Esortazione Apostolica Amoris laetitia, organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana. 

Bisogna stare in guardia dalla “egolatria” - ammonisce il Papa - atteggiamento che “ha conseguenze gravissime per tutti gli affetti e i legami della vita: un inquinamento che corrode gli animi e confonde le menti e i cuori, producendo false illusioni”. Pertanto - aggiunge Francesco - è necessaria la grazia divina “che illumina e fortifica l’amore coniugale e la missione genitoriale. La grazia riempie le anfore dei cuori umani di una straordinaria capacità di dono, rinnovando per le famiglie di oggi il miracolo delle nozze di Cana”. Con il miracolo di Cana, Gesù “indica in particolare la medicina della misericordia, che guarisce la durezza del cuore, risanando i rapporti tra marito e moglie e tra genitori e figli”.

Amoris Laetitia ha in sè “spirito sinodale, via caritatis e concretezza”. Lo ha detto - subito dopo il videomessaggio del Papa - il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. 

Secondo il porporato in Amoris Laetitia si lega anche un “concetto assolutamente centrale” dell’Evangelii gaudium: “la conversione pastorale. Che non è altro che l’esercizio della maternità della Chiesa, di una Chiesa che è incarnata nella storia, che non si ritira nelle astrattezze moralistiche o solidaristiche ma che parla i linguaggi della contemporaneità in continuo movimento. In questa prospettiva, la gioia e l'amore, che si fondono sull'annuncio di Gesù e sull'opera dello Spirito Santo, vengono prima di tutto. E per questo motivo, non è più auspicabile relegare l'annuncio della Buona notizia solamente ad un insieme di norme e di regole che incasellano l'uomo e la donna in una serie di proiezioni che troppo spesso sono il risultato di una produzione intellettuale senza anima”.