Il Papa: l'ecumenismo deve guardare al futuro e non "fissarsi" sul passato

Il Papa a San Paolo per i vespri ecumenici
Foto: Daniel Ibanez / CNA
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Riconciliazione. É questa la parola chiave delle riflessione di questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2017, la parola chiave che il Papa usa nella omelia del vespro della festa delal conversione di San Paolo.

A conclusione della 50.ma Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sul tema: L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (cfr. 2 Corinzi, 5, 14-20) il Papa a San Paolo fuori le mura celebra i Vespri e dice: “la riconciliazione verso cui siamo spinti non è semplicemente nostra iniziativa: è in primo luogo la riconciliazione che Dio ci offre in Cristo. Prima di essere uno sforzo umano di credenti che cercano di superare le loro divisioni, è un dono gratuito di Dio”.

E da qui la domanda: “come proclamare questo vangelo di riconciliazione dopo secoli di divisioni? È lo stesso Paolo ad aiutarci a trovare la via. Egli sottolinea che la riconciliazione in Cristo non può avvenire senza sacrificio”.

Una rivoluzione, quella cristiana “ non vivere più per noi stessi, per i nostri interessi e ritorni di immagine, ma ad immagine di Cristo, per Lui e secondo Lui, col suo amore e nel suo amore”.

Uscire dall’isolamento dice il Papa “superare la tentazione dell’autoreferenzialità, che impedisce di cogliere ciò che lo Spirito Santo opera al di fuori dei propri spazi. Un’autentica riconciliazione tra i cristiani potrà realizzarsi quando sapremo riconoscere i doni gli uni degli altri e saremo capaci, con umiltà e docilità, di imparare gli uni dagli altri, senza attendere che siano gli altri a imparare prima da noi”.

Non ci si deve “fissare” sul passato, quindi ma “orientarci a un avvenire nuovo, aperto alla speranza che non delude, un avvenire in cui le divisioni si potranno superare e i credenti, rinnovati nell’amore, saranno pienamente e visibilmente uniti”.

E ricorda, Francesco “il fatto che oggi cattolici e luterani possano ricordare insieme un evento che ha diviso i cristiani, e lo facciano con speranza, ponendo l’accento su Gesù e sulla sua opera di riconciliazione, è un traguardo notevole, raggiunto grazie a Dio e alla preghiera, attraverso cinquant’anni di conoscenza reciproca e di dialogo ecumenico”.

Il Papa ha salutato le varie delegazioni presenti, “il Metropolita Gennadios, rappresentante del Patriarcato ecumenico, a Sua Grazia David Moxon, rappresentante personale a Roma dell’Arcivescovo di Canterbury, i membri della Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, gli studenti dell’Ecumenical Institute of Bossey, in visita a Roma per approfondire la loro conoscenza della Chiesa cattolica, e i giovani ortodossi e ortodossi orientali che studiano a Roma grazie alle borse di studio del Comitato di Collaborazione Culturale con le Chiese ortodosse, che opera presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Ed ha concluso: “Nella paziente e fiduciosa attesa che il Padre conceda a tutti i credenti il bene della piena comunione visibile, andiamo avanti nel nostro cammino di riconciliazione e di dialogo, incoraggiati dalla testimonianza eroica di tanti fratelli e sorelle, uniti ieri e oggi nel soffrire per il nome di Gesù. Approfittiamo di ogni occasione che la Provvidenza ci offre per pregare insieme, per annunciare insieme, per amare e servire insieme, soprattutto chi è più povero e trascurato”.

Nel suo saluto il cardinale Koch  Presidente del Pontificio consiglio per l’ Unità dei cristiani

Ha ricordato che il tema della riflessione  “è stato scelto dalla Comunità di Chiese Cristiane in Germania, nella consapevolezza che la storia della Riforma, il cui inizio, cinquecento anni fa, viene commemorato quest’anno, è segnata non solo dalla riscoperta del vangelo della grazia gratuita di Dio, ma anche da dolorose divisioni, come Lei, Santo Padre, ha ricordato insieme al Presidente della Federazione Luterana Mondiale, il Vescovo Younan, nella dichiarazione comune firmata a Lund”.  E , ha detto il cardinale, “ci dobbiamo impegnare nella promozione della riconciliazione tra i cristiani e dobbiamo lasciarci spingere dall’amore di Cristo. L’amore infatti è il motore di ogni sforzo ecumenico. Il vero amore non cancella le legittime differenze tra le Chiese cristiane, ma le conduce insieme, riconciliate, ad una più profonda unità”.

Prima della celebrazione il Papa e i rappresentanti delle altre Chiese si sono recati in preghiera alla tomba di San Paolo.