Il Papa spiega il valore del Credo e della Preghiera Universale

Papa Francesco, Udienza
Foto: Vatican Media, ACI Group
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Papa Francesco continua le catechesi sulla Santa Messa. Nell’Udienza Generale di oggi, in Piazza San Pietro, il Papa spiega l’importanza della professione di fede, il Credo e della Preghiera Universale.

Francesco spiega subito che l'Udienza viene seguita anche dai malati, in Aula Paolo VI. E manda loro un caloroso abbraccio, viste le condizioni negative del tempo.

“La personale risposta di fede – commenta il Pontefice - si inserisce nella professione di fede della Chiesa, espressa nel Credo. Recitato da tutta l’assemblea, il Simbolo manifesta la comune risposta a quanto insieme si è ascoltato dalla Parola di Dio. C’è un nesso vitale tra ascolto e fede. Questa, infatti, non nasce da fantasia di menti umane ma, come ricorda san Paolo, viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo. La fede si alimenta, dunque, con l’ascolto e conduce al Sacramento. Così, la recita del Credo fa sì che l’assemblea liturgica torni a meditare e professi i grandi misteri della fede, prima della loro celebrazione nell’Eucaristia”. Perché è “proprio nella fede ricevuta dagli Apostoli si innesta la fede di ogni battezzato, la cui unione a Cristo è aggiornata dalla celebrazione dell’Eucaristia”.

Per Francesco poi la preghiera universale “abbraccia le necessità della Chiesa e del mondo”. “I Padri del Vaticano II – spiega il Papa - hanno voluto ripristinare questa preghiera dopo il Vangelo e l’omelia, specialmente nella domenica e nelle feste, affinché con la partecipazione del popolo, si facciano preghiere per la santa Chiesa, per coloro che ci governano, per coloro che si trovano in varie necessità, per tutti gli uomini e per la salvezza di tutto il mondo”.

"E' il momento di chiedere al Signore quello che vogliamo - dice a braccio il Pontefice - chiedete e vi sarà fatto". 

Conclude infine Francesco la sua catechesi: “Le intenzioni per cui si invita il popolo fedele a pregare devono dar voce a bisogni concreti della comunità ecclesiale e del mondo, evitando di ricorrere a formule convenzionali e miopi. La preghiera universale, che conclude la liturgia della Parola, ci esorta a fare nostro lo sguardo di Dio, che si prende cura di tutti i suoi figli”.