Insieme per ricostruire, il terremoto del Centro Italia a Koinè

Una casula ricamata esposta a Koinè
Foto: Koinè 2015
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“Il patrimonio degli edifici di culto serve alla Chiesa per l'evangelizzazione, luoghi dove la gente può incontrarsi e dove si favorisce la coesione sociale. Un aspetto che è stato reso drammaticamente evidente con il terremoto nel Centro Italia e la distruzione di un numero ingente di edifici con pesanti ripercussioni sull'identità e la coesione sociale di tanti paesi”.

É questo uno dei temi di cui si discuterà nei giorni di Koinè 2017.

A ricordarlo è don Valerio Pennasso, Direttore dell’Ufficio nazionale per i Beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei in occasione della presentazione alla stampa della   kermesse che si apre a Vicenza l’ 11 marzo prossimo.

Il programma è ricco di eventi, non solo una fiera di arte religiosa, quanto una occasione per riflettere sul senso stesso dell’oggetto religioso oggi.

A cominciare dalla riforma del Concilio Vaticano II cui sarà dedicata una mostra in contemporanea con la fiera al Museo Diocesano Vicenza.

La liturgia è stata oggetto della riflessione conciliare e la riforma è stata anche occasione di una nuova visione artistica. Certo non sempre la “nobile semplicità” indicata dai Padri è stata anche “bella”, ma certo  l’arte sacra, definita dai Padri conciliari fra le più nobili attività dell'ingegno umano ha avuto un nuovo slancio. 

Il suo fine è quello di contribuire il più efficacemente possibile a indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio e i Padri conciliari hanno deciso di stabilire alcune norme per ricercare, nei vasi, nei paramenti e negli ornamenti sacri, la nobile semplicità, più che una mera sontuosità allontanando le opere definite “false nell’espressione artistica” o che possono offendere il senso religioso. Pur nella semplicità, gli arredi liturgici devono essere idonei a consentire lo svolgimento delle azioni liturgiche e la partecipazione attiva dei fedeli.

In mostra fino al 28 maggio ci saranno i  calici e le pissidi che risentono di questa svolta della Chiesa, recuperando l’aspetto minimale voluto dal Concilio Vaticano II.

Koinè inoltre si aprirà all’insegna della solidarietà con le popolazioni e le Chiese terremotate del Centro Italia. Subito dopo il sisma che ha colpito per prima l’area di Amatrice, gli espositori della manifestazione, insieme al coordinamento di Koinè, hanno manifestato l’intenzione di farsi vicini alle Chiese locali grandemente provate, oltre che per le perdite umane e le migliaia di persone sfollate, anche per gli ingenti danni al patrimonio ecclesiastico. Sono così scaturite una serie di iniziative di solidarietà alcune già espresse direttamente alle diocesi coinvolte.

L’11 marzo, in particolare, dopo l’inaugurazione della manifestazione alla presenza del Vescovo di Vicenza, Monsignor Beniamino Pizziol e del Vice Presidente Esecutivo di IEG, Matteo Marzotto, è previsto un momento con i rappresentanti delle diocesi terremotate nel corso del quale gli espositori offriranno doni in vista della ricostruzione delle chiese: paramenti liturgici, arredi per le aule di culto, immagini sacre, impiantistica.

Nata nel 1989, Koinè ha visto crescere negli anni spazi e interesse. L’ ultima edizione del 2015 ha registrato oltre 13 mila ingressi per un pubblico estremamente specializzato di liturgisti, responsabili diocesani dei beni culturali, architetti, artisti e artigiani. I visitatori esteri hanno rappresentato il 15% del pubblico di Koinè 2015 provenienti da 65 Paesi.

Monsignor Francesco Gasparini, responsabile per i Beni culturali della Diocesi di Vicenza spiega che “attraverso Koinè è passato negli anni trascorsi dalla prima edizione nel 1989, molto del  rinnovamento della liturgia e dell'arte legata alla liturgia”.

E monsignor Giancarlo Santi, presidente del Comitato scientifico di Koinè ricerca sottolinea come la “Conferenza episcopale italiana attraverso i convegni organizzati nel corso degli anni in occasione della manifestazione di Vicenza abbia perseguito l'obiettivo di fornire stimoli per l'innovazione in accordo con la grande scommessa  del Concilio Vaticano II del dialogo con la cultura contemporanea e in particolare con il mondo degli artisti e degli artigiani”.