La spiritualità del giudaismo nel racconto di padre Dubois

La copertina del libro
Foto: Edizioni Terra Santa
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A padre Dubois “uomo del dialogo” tra cristiani ed ebrei è dedicata una delle novità delle Edizioni Terra Santa di giugno. “Israele, la spiritualità del giudaismo” sarà disponibile nelle librerie giovedì 15 giugno, nell'esatta ricorrenza della scomparsa, avvenuta dieci anni fa, di padre Marcel-Jacques Dubois, teologo domenicano riconosciuto cittadino israeliano e vincitore del prestigioso Israel Prize nel 1996.

Un libro che di fatto è una raccolta di scritti di padre Dubois strutturata in forma di libro perché si tratta di articoli apparsi nel 1978 sulla rivista della Custodia Francescana, “La Terra Santa”. Costruttore di “ponti” e di conoscenza e stima reciproca tra ebrei e cristiani non solo in Terra Santa, padre Dubois in queste pagine dense, ma anche precise e analitiche, riassume la particolare “spiritualità del giudaismo” e il suo “amore” per il “Popolo eletto”.

«Filosofo, teologo, docente, guida spirituale, custode delle anime, uomo di Dio e innamorato dell’umanità» questo il primo capoverso della prefazione dedicata dal religioso David Neuhaus SJ, vicario patriarcale per i cattolici di espressione ebraica del Patriarcato latino di Gerusalemme, a tracciare il profilo di padre Dubois negli anni complessi del dopoguerra in Terra Santa.

“Testimoni” del sogno della rinascita di una comunità cristiana di lingua ebraica in Israele sono invece i volti e i nomi dei protagonisti della postfazione di Piergiorgio Acquaviva, vaticanista e giornalista, che vengono “sgranati” come scrive lui come si fa con un rosario: «Si tratta di persone, di uomini e donne alle mani e ai cuori dei quali vorrei dedicare una sorta di “Spoon River” spirituale e umana da cui possa emergere la storia di questa avventura, all’interno della grande storia della Chiesa. A loro e a tutti i coloro che sono stati e sono alla ricerca della nostra “radice santa”».

Novantasei pagine, 5 capitoli, oltre la prefazione e la postfazione, in cui emerge chiaramente la chiave di lettura di padre Dubois della spiritualità ebraica. Essa viene “snocciolata” con l’occhio dell’osservatore coinvolto e partecipe; per l’autore Israele è l’Interpellato e l’Interlocutore di Dio, “popolo del Libro” e guardiano di un’osservanza, testimone dell’Assoluto, popolo della memoria e della speranza, mistero in atto.

A dieci anni di distanza dalla scomparsa di padre Dubois questo volume, oltre che essere un tributo alla sua figura e al suo lavoro costante nella costruzione di un fecondo e duraturo rapporto tra le religioni sorelle, si pone come un prezioso strumento di conoscenza e approfondimento, ricco di informazioni utili ad apprezzare la complessità di un Paese così particolare.

Marcel-Jacques Dubois, domemicano nato nel 1920 e scomparso dieci anni fa è stato un filosofo e teologo francese e un cittadino naturalizzato di Israele. Dal 1962 visse stabilmente in Israele, diventando negli anni una figura conosciuta e stimata. Egli è stato legato al villaggio di Neve-Shalom/Wahat al-Salam di Bruno Hussar e coinvolto nelle relazioni tra il cattolicesimo e l’ebraismo. A lungo docente presso l’Università ebraica di Gerusalemme, con la sua opera contribuì ad abbattere molti dei pregiudizi che ancora resistevano nei confronti dei cristiani. È stato anche membro della Commissione della Santa Sede per i Rapporti religiosi con l’Ebraismo, nonché collaboratore delle riviste della Custodia di Terra Santa. In seno alla Chiesa post-conciliare, i suoi scritti e i suoi interventi ebbero una grande influenza sulla generazione dei teologi che stavano lavorando a una ridefinizione delle relazioni ebraico-cristiane.