Nullità matrimoniali, come è la situazione in Oriente dopo la riforma del processo?

Un matrimonio in rito bizantino
Foto: abbaziagreca.it
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Papa Francesco dopo il Sinodo sulla Famiglia dell’ottobre 2014, ha promulgato il 15 agosto 2015 i due motu proprio: Mitis Iudex Dominus Iesus per la Chiesa latina e Mitis et Misericors Iesus per le Chiese orientali cattoliche con lo scopo di snellire i processi di nullità matrimoniale nella Chiesa.

Nell’iter sinodale, i due motu proprio si rivelano sempre di più come una tappa importante, comprendendo alcuni cambiamenti o vere innovazioni (soppressione della doppia sentenza conforme di nullità, introduzione del processus brevior davanti al Vescovo eparchiale, la maggiore presenza di giudici laici nei tribunali, l’importanza del ruolo del Vicario giudiziale e della formazione adeguata delle persone coinvolte nell’iter di un processo di nullità matrimoniale).

Ma qual è stato l’impatto nella vita delle Chiese Orientali? Di questo si parla nel convengo che si svolge al Pontificio Istituto Orientale per interrogare alcune Chiese orientali cattoliche (ucraina, syro-malabarese, maronita e latina) su quali sono le realizzazioni attuali, le problematiche pratiche e le sfide per il futuro incontrate nell’applicazione dei motu proprio. Un accenno speciale verrà anche dato alla nullità dei matrimoni misti e di disparità di culto (specie con i musulmani) in Medio Oriente. L’attuale Decano della Rota Romana, monsignor  Pio Vito Pinto chiuderà la seconda sessione del convegno con una sintesi sulla recezione e le sfide per l’avvenire.

Durante i lavori viene presentato anche il volume curato da Gianandrea Di Donna, docente di Liturgia bizantina presso il Pontificio Istituto Orientale in Roma: “CANONES POENITENTIALES”, Voll I, II, III, IV. Kanonika n. 24. Orientalia Christiana & Valore Italiano, 2017.

Si tratta di quattro corposi volumi che nascono dallo studio dell’eclettica tradizione liturgico-canonica della penitenza tariffata, sviluppatasi nell’Europa insulare – come anche nei territori occidentali e orientali della stessa Europa – a partire dalla metà del secolo V. Questa sorta di Lexikon della penitenza tariffata è il risultato ottenuto dalla comparazione strettamente testuale dei Libri pœnitentiales (detti in Oriente Kanonaria) latini, greci e slavi, con la quale l’Autore ha creato degli Indices (in lingua latina) che, come strumenti di consultazione, consentono di entrare in modo diretto nel mondo di questa prassi penitenziale medioevale. Il progetto degli Indices, scopo precipuo dell’Opera, si propone di far “toccare con mano” le differenze e le analogie, le soluzioni pastorali totalmente contrastanti o pressoché simili, le coerenze o le contraddizioni di cui questi canones penitenziali sono testimoni.

L’Opera fornisce pertanto le basi necessarie per l’elaborazione di una teologia liturgico-canonica comparata della penitenza tariffata, senza per questo pretendere di sciogliere i nodi della complessità che emerge dallo studio di queste fonti. Offre invece una conoscenza articolata dei testi (l’obiectum primario della scientia liturgica) di questa prassi pastorale della Chiesa del primo medioevo, protrattasi – nella sua forma più pura – fino a tutto il XII secolo, punto d’arrivo dell’epoca d’oro dei Penitenziali. Il secondo volume (primo tomo) raccoglie gli Indices basilari: l’Index Structuralis (che funge da identikit per ogni tariffario penitenziale) e l’Index Peccatorum (che è l’Index più eminente di tutto lo studio) con la descrizione di ogni peccato – declinato secondo le circostanze – e della sua relativa penitenza.