Papa: “Fede è fidarsi di Dio. No a falsi idoli e finte sicurezze”

Papa Francesco, Udienza Generale
Foto: L'Osservatore Romano, ACI Group
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Sperare è un bisogno primario dell’uomo: sperare nel futuro, credere nella vita. Papa Francesco continua il ciclo delle catechesi sulla speranza cristiana e nell’Udienza Generale di oggi in Aula Paolo VI rammenta ai fedeli di “pensare positivo”. E mette in guardia dai falsi idoli e dalle “false speranze”.

Bisogna infatti riporre la speranza in ciò che davvero da senso alla nostra vita. “È per questo – spiega il Papa - che la Sacra Scrittura ci mette in guardia contro le false speranze che il mondo ci presenta, smascherando la loro inutilità e mostrandone l’insensatezza. E lo fa in vari modi, ma soprattutto denunciando la falsità degli idoli in cui l’uomo è continuamente tentato di riporre la sua fiducia, facendone l’oggetto della sua speranza”.

Fede è fidarsi di Dio.  “Ma viene il momento in cui – commenta il Pontefice - scontrandosi con le difficoltà della vita, l’uomo sperimenta la fragilità di quella fiducia e sente il bisogno di certezze diverse, di sicurezze tangibili, concrete”. Lì c’è il pericolo, mette in guardia il Papa. E così l’uomo cerca sicurezza “nel denaro, nelle alleanze con i potenti, nella mondanità, nelle false ideologie”. “A volte – continua Francesco - le cerchiamo in un dio che possa piegarsi alle nostre richieste e magicamente intervenire per cambiare la realtà e renderla come noi la vogliamo; un idolo, appunto, che in quanto tale non può fare nulla, impotente e menzognero”.

“A noi ci piacciono gli idoli, ci piacciono tanto”. Racconta così un episodio della sua vita Papa Francesco: “Una volta a Buon Aires dovevo andare da una chiesa all’altra e c’era un parco in mezzo, nel parco c’erano tanti piccoli tavolini dove erano seduti alcuni veggenti; tu gli davi la mano e lui iniziava…il discorso era sempre lo stesso, una donna, tutto riuscirà bene e poi pagavi... Questo ti dà sicurezza, sicurezza di una stupidaggine. Sono andata dal veggente e mi ha tirato le carte. Inoltre penso al film “Miracolo a Milano”, ti fanno pagare affinché ti lodino e ti diano una falsa speranza,non compriamo false speranze”.

Francesco recita poi il Salmo 115. “Il salmista – spiega il Papa - ci presenta, in modo anche un po’ ironico, la realtà assolutamente effimera di questi idoli. E dobbiamo capire che non si tratta solo di raffigurazioni fatte di metallo o di altro materiale, ma anche di quelle costruite con la nostra mente, quando ci fidiamo di realtà limitate che trasformiamo in assolute, o quando riduciamo Dio ai nostri schemi e alle nostre idee di divinità; un dio che ci assomiglia, comprensibile, prevedibile, proprio come gli idoli di cui parla il Salmo”.

“Siamo tante volte più contenti di un’effimera speranza degli idoli che la speranza sicura che ci da il Signore”, dice a braccio il Papa.

Per Francesco le ideologie “con la loro pretesa di assoluto, le ricchezze, il potere e il successo, con la loro illusione di eternità e di onnipotenza, valori come la bellezza fisica e la salute, quando diventano idoli a cui sacrificare ogni cosa, sono tutte realtà che confondono la mente e il cuore, e invece di favorire la vita conducono alla morte”.

“Fa dolore all’anima – e qui il Pontefice racconta un’altra storia - una donna, una brava donna, molto bella che si vantava della sua bellezza, ha dovuto abortire perché la sua figura era molto importante, questi sono gli idoli che ti portano sulla strada sbagliata e non ti danno felicità”.

Conclude Francesco la sua catechesi: “Se si ripone la speranza negli idoli, si diventa come loro: immagini vuote con mani che non toccano, piedi che non camminano, bocche che non possono parlare. Non si ha più nulla da dire, si diventa incapaci di aiutare, cambiare le cose, sorridere, donarsi, amare. Bisogna confidare e sperare in Dio, e Dio donerà benedizione. Questo Dio, che non è un idolo, non delude mai”.

Infine durante i saluti Francesco fa un piccolo appunto e rimprovero: "Adesso devo dirvi una cosa che io non vorrei dire, ma io devo dirla: per entrare alle udienze ci sono i biglietti in entrata, è scritto nei biglietti in 6 lingue e si dice il biglietto "è del tutto gratuito", per entrare in udienza sia in aula che in piazza è gratuito. Ci sono dei furboni che fanno pagare i biglietti! Questa è casa di tutti! E’ un reato! Quella o quello è un o una delinquente, capito?".