Papa Francesco al Festival della Dottrina Sociale: “Questo è il tempo del dialogo”

Il Papa legge un video messaggio
Foto: CTV
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Il tema è “La sfida della realtà”, e caratterizza la V edizione del Festival di Dottrina Sociale della Chiesa, in programma a Verona dal 26 al 29 novembre. E, in un videomessaggio destinato al Festival, Papa Francesco ha delineato che “la sfida della realtà richiede anche la capacità di dialogare, di costruire ponti al posto dei muri. Questo è il tempo del dialogo, non della difesa di rigidità contrapposte”. Ma ci vuole però “un cambiamento”.

Da tutti – dice il Papa – “è percepito il bisogno di cambiamento, perché si avverte che c’è qualcosa che non va”. E tra le cose che non vanno, il Papa cita “il consumismo, l’idolatria del denaro, le troppe diseguaglianze e ingiustizie, l’omologazione al pensiero dominante,” le quali “sono un peso da cui ci vogliamo liberare con il recupero della nostra dignità e impegnandoci nella condivisione, sapendo che la soluzione ai problemi concreti non viene dai soldi ma dalla fraternità che si fa carico dell’altro”.

Il primo cambiamento, però, deve essere interiore. È la conversione dei cuori di cui parla sempre il Papa. Perché – afferma – “persone interiormente cambiate dallo Spirito conducono anche a un cambiamento sociale”.

Anche le strutture devono vivere un cambiamento, perché “è preferibile essere flessibili per rispondere meglio ai bisogni concreti, che difendere le strutture e rimanere ingessati.” Ma si deve anche “fare un po’ di pulizia, aumentare la trasparenza, recuperare freschezza, genuinità e agilità”, perché questo “fa bene alle strutture e alle persone: troveremo nuovamente lo slancio e l’entusiasmo di fare qualcosa di bello a servizio dei fratelli”.

Afferma il Papa: “Ai nuovi bisogni e alle nuove povertà occorrono risposte nuove. Vivendo la prossimità troveremo anche l’ispirazione e la forza per dare una forma concreta al cambiamento da tutti desiderato”.

Il Papa conclude poi con un accenno alla questione ecologica. La Laudato Si, la sua enciclica “verde”, è stata da lui subito definita “parte del Magistero sociale” della Chiesa. Spiega il Papa: “Il tema della cura della terra, cioè della casa comune è molto ampio; qualcuno può pensare che quello che possiamo fare noi non ha effetti concreti, non è sufficiente a generare un cambiamento.”

Si tratta di un tema che “riguarda certamente la politica, l’economia, le scelte strategiche sullo sviluppo, ma niente può sostituire il nostro impegno personale”. Un impegno che passa per “la sobrietà, il consumo consapevole, uno stile di vita che accoglie il creato come un dono ed esclude forme predatorie e di possesso esclusivo”.

Così, dice il Papa, si crea “una nuova sensibilità”. “Se saremo in molti a vivere così, l’intera società ne risentirà positivamente e diventerà udibile da tutti il grido della terra e il grido dei poveri”.