Pedofilia, il Papa inasprisce le norme contro i Vescovi che coprono abusi

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibáñez/CNA
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Con una Lettera Apostolica in forma di motu proprio Papa Francesco ha rafforzato le norme canoniche esistenti per la rimozione dei vescovi colpevoli di aver coperto chi avesse abusato dei minori.

"Come una madre amorevole - scrive Francesco - la Chiesa ama tutti i suoi figli, ma cura e protegge con un affetto particolarissimo quelli più piccoli e indifesi. Consapevole di ciò, la Chiesa dedica una cura vigilante alla protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili".

Si tratta di un compito che spetta alla Chiesa e in particolare ai Vescovi che "devono impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate".

"Il Diritto canonico - precisa Francesco - già prevede la possibilità della rimozione dall’ufficio ecclesiastico per cause gravi. Con la presente Lettera intendo precisare che tra le dette cause gravi è compresa la negligenza dei Vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili previsti dal Motu Proprio Sacramentorum Sanctitatis Tutela promulgato da San Giovanni Paolo II ed emendato dal mio amato predecessore Benedetto XVI".

Il Vescovo - stabilisce il Pontefice - può essere legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di una comunità nel suo insieme. Il danno può essere fisico, morale, spirituale o patrimoniale.

La rimozione del Vescovo è prevista solamente se egli abbia oggettivamente mancato in maniera molto grave alla diligenza che gli è richiesta dal suo ufficio pastorale, anche senza grave colpa morale da parte sua. Nel caso si tratti di abusi su minori o su adulti vulnerabili è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave.

Il Vescovo potrà essere oggetto di indagine dalla competente Congregazione della Curia Romana. In seguito alla difesa del Vescovo la Congregazione può decidere un’indagine supplementare. La Congregazione assume le sue determinazioni riunita in Sessione ordinaria.

Nel caso in cui venisse decisa la rimozione del Vescovo, la Congregazione stabilirà se dare, nel più breve tempo possibile, il decreto di rimozione o esortare fraternamente il Vescovo a presentare la sua rinuncia in un termine di 15 giorni. Se il Vescovo non dà la sua risposta nel termine previsto, la Congregazione potrà emettere il decreto di rimozione.

Sarà sempre e comunque il Papa ad approvare la decisione della Congregazione.

Le nuove norme entreranno in vigore il 5 settembre 2016.