Per la prima volta la Santa Sede alla Biennale di architettura 2018

Presentazione del Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Architettura 2018
Foto: Daniel Ibáñez/ ACI Group
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La Santa Sede parteciperà quest’anno per la prima volta alla Biennale architettura con un Padiglione diffuso nel bosco dell’Isola di San Giorgio Maggiore, intitolato “Vatican Chapels”.

Dopo le esperienze del 2013 e del 2015 all’Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia, quest’anno il Vaticano si è ispirato alla “Cappella del bosco” di Gunnar Asplund costruita nel 1920 nel cimitero di Stoccolma. A promuovere e a presentare lo speciale evento è il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio delle cultura e commissario del Padiglione.

Il tema di una cappella come luogo di orientamento, incontro, mediazione e saluto - come la definì Asplund - è stato proposto a dieci architetti, invitati a ideare e costruire altrettante cappelle all’interno dell’area alberata all’estremità dell’isola di San Giorgio Maggiore. “Si tratta dunque di un Padiglione composito e diffuso, percorribile a tappe in un itinerario che è anche pellegrinaggio spirituale”, come riporta la nota ufficiale diffusa dal Pontificio Consiglio della Cultura.

All’interno delle cappelle, il fulcro comune e l’elemento identificativo e unificante è costituito dalla presenza dell’altare e del leggio. La scelta degli architetti invitati è “frutto della decisione di puntare su progettisti capaci di avvalersi di linguaggi espressivi diversi e dotati di marcate personalità dal punto di vista della sperimentazione costruttiva, appartenenti a diverse generazioni e provenienti dall’Europa, dall’Australia, dal Giappone, dagli Stati Uniti e dal Sudamerica, in grado di rispecchiare l’universalità, ovvero la cattolicità, della Chiesa”, riporta ancora la nota.

Il Cardinale Ravasi commenta così durante la conferenza stampa di presentazione presso la Sala Stampa della Santa Sede: “ Abbiamo optato per un padiglione non tradizionale, ma volendo creare una sorta di itinerario, di pellegrinaggio. Un luogo del silenzio, della meditazione che permette l’interiorità. La terza tappa della nostra vita è chiamata a proposito quella del “bosco”. Un pellegrinaggio fatto dai credenti ma anche dai non credenti".

Anche il professore Francesco Dal Co, Curatore del Padiglione della Santa Sede, intervenuto alla conferenza stampa osserva: “La richiesta rivolta agli architetti invitati a costruire il Padiglione della Santa Sede ha implicato, quindi, una sfida inusuale, poiché ai progettisti è stato chiesto di confrontarsi con un tipo edilizio che non ha precedenti né modelli. Le cappelle che gli architetti hanno progettato, infatti, saranno isolate e accolte da un ambiente naturale del tutto astratto, connotato unicamente dal suo emergere dalla laguna e dal suo aprirsi sull’acqua. Nel bosco dove il “Padiglione Asplund” e le cappelle verranno collocati non vi sono mete e l’ambiente è soltanto una metafora del peregrinare della vita. Questa metafora, nel caso del Padiglione della Santa Sede, è ancora più radicale di quella configurata da Asplund, che costruì la sua cappella tra gli alberi, ma all’interno di un cimitero. Per queste ragioni gli architetti del Padiglione della Santa Sede hanno lavorato senza alcun riferimento ai  canoni comunemente riconosciuti e senza poter contare su alcun modello dal punto di vista tipologico, come dimostra la varietà, solo in apparenza sorprendente, dei progetti da loro elaborati”.

L’inaugurazione del Padiglione, alla presenza del cardinale Ravasi, si terrà venerdì 25 maggio nei giardini dell’Isola di San Giorgio a Venezia. Il Padiglione resterà aperto al pubblico dal 26 maggio al 25 novembre 2018. Il catalogo a cura di Francesco Dal Co, con testi di Gianfranco Ravasi, Francesco Dal Co e Elisabetta Molteni edito da Electaarchitettura, disponibile dal 23 maggio, comprenderà 280 pagine e avrà il formato di 24 per 22 cm.