Quante e quali sono le relazioni diplomatiche della Santa Sede?

La bandiera vaticana
Foto: Archivio CNA
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L’ultima arrivata è la Repubblica Islamica di Mauritania, che ha stretto relazioni bilaterali con la Santa Sede lo scorso 9 dicembre. E sono così 182 i Paesi nel mondo con cui la Santa Sede ha piene relazioni diplomatiche, cui si aggiungono l’Unione Europea e il Sovrano Ordine di Malta. C'è tutto il mondo di una diplomazia nata per servire il bene comune e la dignità dell'essere umano dietro il discorso del Papa al corpo degli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, per tradizione il primo dell'anno. 

L’ingresso dalla Mauritania ha diminuito il numero dei Paesi che non hanno relazioni con la Santa Sede. Tra i grandi assenti c’è la Cina, la grande speranza – ma da sempre la Santa Sede intrattiene relazioni diplomatiche con Taiwan, seppur non con un nunzio a guidare la rappresentanza. E poi, il Vietnam, con cui da tempo sono in atto colloqui bilaterali in attesa di arrivare alla nomina di un nunzio ad Hanoi. Ma ci sono anche Afghanistan, Arabia Saudita, Bhutan, Birmania, Brunei, Isole Comore, Corea del Nord, Laos, Maldive, Oman, Somalia e Tuvalu. Di questi, Afghanistan, Bhutan, Cina, Corea del Nord e Maldive non hanno nemmeno la presenza di un rappresentante presso la Santa Sede.

La Santa Sede ha attualmente 180 missioni diplomatiche all’estero, e di queste 73 non sono residenti. Ci sono dunque 106 missioni, alcune delle quali non accreditate solamente nella nazione in cui sono situate, ma anche in uno o più altre nazioni o organizzazioni internazionali.

Il numero delle relazioni diplomatiche della Santa Sede è considerevolmente cresciuto negli ultimi anni. All’inizio del Pontificato di Giovanni Paolo II, la Santa Sede intratteneva relazioni diplomatiche con 84 Stati. Nel 2005, all’elezione di Benedetto XVI, erano 174. Con Benedetto XVI si sono aggiunti il Montenegro (2006), gli Emirati Arabi Uniti (2007), il Botswana (2008), la Russia (2009), la Malesia (2011) e il Sud Sudan (2013).

Per tradizione, il nunzio apostolico è decano del corpo degli ambasciatori accreditati presso una nazione, segno del credito dell’importanza che ha la diplomazia pontifica nel mondo. Basti pensare che dal 1871 al 1929, ovvero dall’annessione degli Stati pontifici fino al Trattato lateranense, nonostante il Vaticano non avesse più un vero e proprio territorio, il numero degli Stati con relazioni diplomatiche presso la Santa Sede comunque quasi raddoppiò, passando da 16 a 27, e questo nonostante alcuni Paesi avessero smesso di intrattenere rapporti diplomatici con la Santa Sede.

Gli ambasciatori presso la Santa Sede residenti a Roma sono 88, incluse quelle dell’Unione Europea e del Sovrano Ordine Militare di Malta. Le ultime arrivate sono l’ambasciata di Palestina, che si è installata in seguito all’entrata in vigore dell’Accordo Globale tra la Santa Sede e dello Stato di Palestina del 26 giugno 2015, e di Malesia.

Tra le relazioni con sede a Roma, anche gli uffici della Lega degli Stati Arabi, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – la Santa Sede è stato membro dal 2011 - e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Sono stati tre gli accordi firmati nel corso del 2016: l’Accordo quadro tra la Santa Sede e la Repubblica Democratica del Congo su materie di comune interesse, firmato il 20 maggio; l’Accordo quadro tra la Santa Sede e la Repubblica Centrafricana su materie di interesse comune firmato il 6 settembre; l’Accordo quadro tra la Santa Sede e la Repubblica del Benin relativo allo statuto giuridico della Chiesa cattolica nel Benin, firmato il 22 settembre.

Altre notizie: è stato ratificato lo scorso 3 marzo l’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica democratica di Timor-Leste sullo statuto giuridico della Chiesa cattolica, mentre il 15 ottobre 2016 è entrata in vigore la Convenzione tra la Santa Sede e il Governo della Repubblica italiana in materia fiscale, che era stata firmata il 1° aprile 2015.

Il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede ricorda anche che “il 23 novembre 2016 è entrato in vigore l’Avenant tra la Santa Sede e la Repubblica francese, firmato il 25 luglio precedente, alle Convenzioni diplomatiche del 14 maggio e dell’8 settembre 1828 e agli Avenants del 4 maggio 1974, del 21 gennaio 1999 e del 12 luglio 2005 relativi alla chiesa e al convento della Trinità dei Monti in Urbe”.

Di interesse è il memorandum di intesa tra la Segreteria di Stato e il governo degli Emirati Arabi Uniti sull’esenzione mutua di visti d’ingresso per i titolari di passaporti diplomatici e di passaporti speciali (ufficiali e di servizio), firmato lo scorso 15 settembre.

Il 19 settembre 2016, la Santa Sede ha aderito, anche a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano, alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione, del 31 ottobre 2003, seppur con due riserve e tre dichiarazioni interpretative, come è nel diritto degli Stati.