“Uomo, dove vai”: la mostra sul dramma delle migrazioni al Seraphicum

Quadro di Spiridone
Foto: Ufficio stampa Seraphicum
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Invitare alla riflessione sul dramma delle migrazioni dai paesi del sud del mondo, spesso in guerra, affinché prevalga la cultura dell’accoglienza, la protezione degli esseri umani dallo sfruttamento e dalla violenza, e si promuova la cultura dell’integrazione sociale a beneficio della giustizia e della pace. Sono questi i nobili obiettivi della mostra “Uomo, dove vai” dell’artista Vincenza Spiridone, ed alcuni tra i bronzi più significativi in tema.

Dall’11 al 19 marzo 2017 presso il Collegio Serafico di San Francesco, in via del Serafico 1, a Roma, saranno esposte le opere dell’ultimo progetto pittorico dell’artista.

In questo contesto, l’artista Spiridone vuole far emergere la difficoltà dell’uomo contemporaneo di qualificarsi per quello che è il progetto originario del Creatore. “L’uomo di ogni tempo – spiega il comunicato ufficiale della presentazione della mostra - è chiamato ad operare in sinergia con Dio, nell’Amore; è creato per essere in relazione con l’Altro, e, solo nel pieno rispetto di tale armonia, può governare le risorse del Pianeta a vantaggio di tutti. Questa consapevolezza può guidare l’uomo verso il bene, ed invertire la rotta che ha condotto finora numerose nazioni alla guerra, allo sfruttamento, all’umiliazione, riducendo popolazioni intere alla fame, alla disperazione. Senza la più profonda conversione, tutto è destinato a perire”.

Per altre info visitare il sito www.spiridione.it