4 giugno 1944, la liberazione di Roma e l'omaggio a Pio XII

Pio XII con un gruppo di soldati Alleati
Foto: pubblico dominio
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75 anni fa i soldati della V Armata Americana agli ordini del Generale Clark entravano a Roma e la liberavano dall’occupazione tedesca. Era il 4 giugno 1944 e i nazisti lasciavano la Capitale dinanzi all’avanzata Alleata in arrivo da sud dopo lo sfondamento delle linee a Cassino.

Roma era senza guida politica. Il Re Vittorio Emanuele III era fuggito al Sud dopo l’armistizio del settembre 1943 e con lui il governo presieduto dal Maresciallo Pietro Badoglio.

Solo una autorità era rimasta a Roma senza fuggire durante tutta la triste e durissima occupazione tedesca: Pio XII, il Papa che non esitò ad uscire dal Vaticano nel giorno dei bombardamenti alleati sulla Capitale che seminarono morte e distruzione. Un atteggiamento che gli valse il titolo di Defensor Civitatis, Difensore della Città.

Per questo motivo una folla immensa si assiepò all’indomani della liberazione per rendere omaggio, ascoltare il Papa e pregare insieme a lui in Piazza San Pietro.

“Con animo profondamente grato - disse Pio XII in un apposito messaggio - Noi eleviamo, in lode e in adorazione, la mente e il cuore al Dio uno e trino. Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che al titolo e alle glorie di Salus populi romani ha raggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe".

“Noi - aggiunse - ci chiniamo riverenti dinanzi agli Apostoli Pietro e Paolo, la cui potente mano ha protetto la terra, che fu già impregnata del sudore delle loro fatiche apostoliche e del sangue del loro glorioso martirio”.

Ai romani e a tutti i fedeli il Papa chiese però di mostrarsi “degni della grazia ricevuta e conformate la vostra vita e i vostri costumi alla gravità e alla serietà dell'ora presente e ai formidabili doveri che vi attendono nell’avvenire. Superate gl'impulsi alle interne e alle esterne discordie con lo spirito di magnanimo amore fraterno”.

Frenate - spronò ancora Pio XII concludendo il suo messaggio - gl’istinti del rancore, della vendetta e dell'egoismo coi sentimenti di nobile e saggia moderazione e di accresciuta soccorrevole sollecitudine verso i poveri e i sofferenti. Sursum corda! In alto i cuori : Noi vi gridiamo. E siamo certi che i vostri cuori unanimi e senza eccezione risponderanno: Habemus ad Dominum: Li abbiamo innalzati al Signore”.

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