40 anni dalla morte del Cardinale Ottaviani, il ricordo di Giovanni Paolo II

Il 6 agosto 1979 il Papa ne celebrò le esequie nella Basilica Vaticana

Il Cardinale Ottaviani al fianco di Papa Giovanni XXIII
Foto: pubblico dominio Wikicommons
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Il 6 agosto di 40 anni fa, nella solenne cornice della Basilica Vaticana, Giovanni Paolo II celebrava la Messa esequiale del Cardinale Alfredo Ottaviani, morto tre giorni prima all'età di 88 anni.

"Egli - aveva detto il Papa nell'omelia - è stato un grande Sacerdote, insigne per religiosa pietà, esemplarmente fedele nel servizio alla Santa Chiesa e alla Sede Apostolica, sollecito nel ministero e nella pratica della carità cristiana. Ed è stato insieme un Sacerdote Romano, provvisto cioè di quel tipico spirito, forse non facile da definire, che chi è nato a Roma possiede quasi per eredità e che si esprime in un particolare attaccamento a Pietro e alla fede di Pietro e, ancora, in una spiccata sensibilità per ciò che è e fa e deve fare la Chiesa di Pietro".

Il Cardinale Ottaviani - aggiungeva Giovanni Paolo II - si è sempre distinto per "coerenza, dedizione, obbedienza. Come Sostituto alla Segreteria di Stato, e poi Assessore, Pro-Segretario, Pro-Prefetto e Prefetto dell’allora Sacra Congregazione del Santo Offizio; come Prelato, Vescovo e Cardinale".

Da Prefetto del Sant'Uffizio - proseguiva il Papa - difese l'ortodossia cattolica in quanto "patrimonio irrinunciabile".

Ma il Cardinale Ottaviani - sottolineava ancora Giovanni Paolo II - ebbe anche un "grande cuore sacerdotale" dimostrato al fianco dei ragazzi dell’Oratorio di San Pietro.

Le esequie del porporato si svolsero esattamente un anno dopo la morte di Paolo VI, avvenuta il 6 agosto 1978. E Giovanni Paolo II annotava tale coincidenza. Voglio "rievocare con voi - concludeva il Papa - la voce robusta e commossa del Cardinale che il 21 giugno 1963, annunciò pubblicamente l’avvenuta elevazione al pontificato del Cardinale Giovanni Battista Montini. Dal tono stesso delle sue parole, che pur ripetevano la consueta formula latina dell’Habemus Papam, traspariva la soddisfazione dell’antico Maestro che vedeva esaltato un collega ed amico, tanto degno di stima, il quale avrebbe aperto nella Chiesa e per la Chiesa un’intensa, promettente stagione".

Romano di Trastevere, il futuro porporato venne ordinato presbitero nel 1916. Dal 1922 lavorò in Curia al fianco di Papa Pio XI. Lavorò in Segreteria di Stato fino al 1953 quando divenne Segretario del Sant'Uffizio e Cardinale di Santa Romana Chiesa. Nel 1962 fu consacrato Arcivescovo da Papa Giovanni XXIII. Lasciò il Sant'Uffizio nel 1969, quando venne sostituito dal Cardinale Franjo Šeper.

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