400 bambini di Norcia, Accumoli, Amatrice e Arquata in treno da Papa Francesco

Treno dei Bambini
Foto: L'Osservatore Romano, ACI Group
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Torna il “Treno dei Bambini” in Vaticano. E quest’anno ospiterà dei “bambini speciali”. A bordo, infatti, saranno i piccoli abitanti di Norcia, Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto, che dopo i terremoti degli scorsi mesi hanno perso il paese, le loro case, i loro cari.

L’iniziativa, ideata dal “Cortile dei Gentili”, in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, quest’anno affiderà ai piccoli viaggiatori, che saliranno a bordo della Freccia Rossa Mille diretta in Vaticano, un’importante missione: farsi ambasciatore di un ambiente che deve essere custodito con cura dall’uomo.

Un tema non indifferente per i bambini che quest’anno salgono sul treno dei bambini di Papa Francesco. Loro, più di altri, hanno subito risvolti di una Terra dalla doppia faccia, madre e matrigna. “Non potremo mai impedire le catastrofi, ma molto possiamo fare per rispondere al pericolo in maniera efficace”, si legge nel comunicato ufficiale dell’evento.

Culmine della giornata del 3 giugno sarà poi l’incontro con Papa Francesco in Vaticano, a cui i bambini doneranno il libro “Noi su questa terra che balla…a proposito di terremoti” edito da l’Io e il mondo di TJ. Il libro affronta il tema del sisma con un linguaggio adeguato ai bambini e li aiuta a comprendere il fenomeno e a come essere pronti, perché “niente e nessuno si faccia troppo male”. Il libro è scritto in un carattere che favorisce la lettura per i bambini e le bambine dislessiche. Il volume vanta l’esclusività del Patrocinio del Senato della Repubblica e del Pontificio Consiglio per la Cultura.

Il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, intevenuto alla conferenza stampa di presentazione, commenta: “Sono bambini che scoprono per la prima volta cosa sia “una freccia” e il loro contributo è straordinario, il loro punto di vista. Se pensiamo i terremoti nella storia dell’umanità sono stati anche eventi culturali. Basta pensare a Voltaire, al disastro di Lisbona. L’evento, quest’anno, ha per questo motivo un significato ancora più particolare”. Scrive il Cardinale nella prefazione del libro: “ Questo piccolo libro non è fatto solo per voi, ma voi lo capirete meglio di tutti. Mostratelo anche ai vostri genitori, ai nonni e a quegli amici che hanno vissuto la vostra tragedia. Sarà come avere un altro sguardo, oltre a quello dei vostri occhi e della vostra mente. Sarà un modo per alimentare in voi e negli altri la speranza di un mondo migliore”.

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