A Milano "nessuno resti indietro", i pc vengono distribuiti alle famiglie

La distribuzione di un primo lotto di 130 computer sarà ultimata nei prossimi giorni e avverrà attraverso la rete dei doposcuola parrocchiali"

Persone che lavorano al computer
Foto: Kobu Agency -Unsplash
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Nessuno resti indietro. E' stato sempre questo l'obiettivo della Caritas Ambrosiana durante questi mesi difficili di lockdown. E a rimanere indietro non devono essere soprattutto i ragazzi, "costretti" alla didattica a distanza. Mancano computer, collegamento internet e tanto altro. Non tutti possono permettersi la didattica a distanza.

Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana commenta sul sito della Chiesa di Milano: "La didattica a distanza, come è stata sperimentata in questi mesi, ha fortissimi limiti. Non solo perché aumenta invece che diminuire le disuguaglianze sociali, penalizzando gli alunni e gli studenti delle famiglie più povere che non hanno device tecnologici, spazi nelle abitazioni, organizzazione e preparazione culturale sufficienti. Ma anche perché, anche a prescindere dal ceto di appartenenza, produce isolamento, difficoltà relazionali e un generale calo dell’apprendimento fra i ragazzi, come sta emergendo da autorevoli pareri di esperti. Tuttavia se questa è destinata a essere totalmente o in parte la modalità di insegnamento ancora dei prossimi mesi, occorre attrezzarsi prima di tutto culturalmente per affrontare le criticità che sono emerse".

La raccolta fondi avviata per sostenere il progetto “Nessuno resti indietro” ha permesso a Caritas Ambrosiana di arrivare all’obiettivo prefissato di 200 pc. L’iniziativa intendeva coinvolgere in maniera attiva i doposcuola parrocchiali per supportare quelle famiglie i cui figli hanno sviluppato lacune in questi mesi di lockdown e le voleva attrezzare ad affrontare meglio la didattica a distanza.

"La distribuzione di un primo lotto di 130 computer sarà ultimata nei prossimi giorni e avverrà attraverso la rete dei doposcuola parrocchiali, ai cui responsabili è stato dato il compito di individuare le famiglie che ne hanno bisogno. Proprio la mediazione dei doposcuola, permetterà agli alunni di ricevere non solo i dispositivi ma anche il supporto didattico assicurato dagli stessi volontari che a loro volta saranno formati attraverso un ciclo di incontri in programma all’inizio del prossimo anno", spiegano sul sito della Diocesi di Milano.

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