Aegean SAR Operation, la nuova missione dell' Ordine di Malta

L'impegno dello SMOM nel Mediterraneo
Foto: SMOM
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Si chiama Aegean SAR Operation ed è la nuova missione umanitaria dell’Ordine di Malta. In base ad uno specifico accordo, il Corpo italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta opera a bordo di una nave di MOAS, Migrant Offshore Aid Station, in stretta collaborazione con la Guardia Costiera greca e con le autorità locali.

Si tratta di un’importante operazione di salvataggio per i migranti in fuga dalla guerra lungo la rotta nel Mar Egeo tra la Turchia e la Grecia; una tratta considerata più breve, ma non per questo meno insicura rispetto al Canale di Sicilia. I team imbarcati sulla nave Responder-  equipaggiata per il soccorso in mare -  sono operativi sin dalla vigilia di Natale. Nella sola mattinata di oggi hanno strappato alla morte 59 migranti, tra cui 6 bambini, a largo dell’isola di Lesvos.

Dal 2008 il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta presta servizio sanitario in mare a bordo delle navi della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza e, sin dall’operazione "Mare Nostrum", con la Marina Militare, garantendo un tempestivo ed efficace intervento nel Canale di Sicilia.

 Sette anni durante i quali i medici e gli infermieri hanno sviluppato una specifica capacità di assistenza sanitaria in mare, divenendo specializzati in questo tipo di interventi anche in contesti con condizioni meteo marine estreme. Le squadre dell’Ordine di Malta hanno assistito oltre 40.000 migranti.

 “Questa nuova attività umanitaria di soccorso, nel pieno spirito della Misericordia -  spiega  Mauro Casinghini, Direttore Nazionale del Corpo italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta -permetterà di salvare ancora una volta tante vite umane. Sono certo che la cooperazione con le autorità greche, in questo particolare contesto di emergenza, dia il segnale di solidarietà di cui hanno bisogno questi bambini, donne e uomini in cerca di speranza. Un’attività che sottolinea e rinnova l’impegno dell’Ordine di Malta, che dura da oltre nove secoli”.

 “Nelle ultime settimane altre decine di persone, inclusi molti bambini, sono morti in mare al largo di Kos. L’inverno e le avverse condizioni del tempo stanno peggiorando la situazione nell’Egeo. Centinaia di rifugiati in fuga dalla guerra continueranno a rischiare la propria vita in questo tratto di mare. Dobbiamo mettere fine a questa crisi umanitaria. Questa gente non merita di morire in mare”, ha affermato il fondatore di MOAS Christopher Catrambone.

 Migrant Offshore Aid Station (MOAS) e’ un’organizzazione umanitaria specializzata nella ricerca e soccorso in mare per i migranti. MOAS e’ stata fondata dagli imprenditori Christopher e Regina Catrambone. Da quando ha lanciato la prima operazione, MOAS ha soccorso 11,685 persone nel mediterraneo centrale. L’organizzazione ha finora operato a bordo della Phoenix, un vascello di 40 metri equipaggiato di due gommoni a scafo rigido, due droni della Schiebel camcopter, un team di soccoritori professionisti, medici e paramedici. Da dicembre 2015, MOAS opera nel mare Egeo a bordo diResponder, una seconda nave di 51 metri, dotata di due vascelli veloci. Nel 2016, oltre alla missione di salvataggio nel mediterrano centrale, MOAS prevede l’avvio di un’azione umanitaria anche nel Golfo del Bengala.  

 

 

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