Anno Santo 2015, il Giubileo del Rosario e della confessione

Il logo del Giubileo sulla facciata di San Pietro
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
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L’Anno Santo della misericordia è ufficialmente aperto. Non sarà probabilmente di grande impatto mediatico come fu il Grande Giubileo dell’Anno 2000. Almeno non per la città di Roma. E questo anche per volontà del Papa che ha voluto che ogni diocesi avesse una Porta Santa ed ha aperto la prima lui stesso, in anticipo rispetto a quella di Roma, a Bangui in Centrafrica.

Ma il primo Anno Santo tematico è iniziato con un evento storico che davvero sarà difficile ripetere.  Il primo pellegrino a varcare la Porta Santa a San Pietro è stato il Papa emerito Benedetto XVI.

Una immagine che segnerà questo anno.  Ma se questo è un evento quasi unico, ci saranno tanti altri eventi che saranno tipici del Giubileo. E alcuni appuntamenti sono ripresi dalla agenda del 2000.

Come quell’appuntamento mariano della recita del Rosario in Piazza San Pietro. Ogni giorno, per tutto il Giubileo, alle 18.30 sotto la statua di San Pietro parrocchie romane, istituti religiosi, confraternite si riuniranno per pregare. Una preghiera semplice, popolare, aperta a tutti che sfida le paure. Del resto, come si legge nelle Bolla di indizione del Giubileo, “nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne. La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore”.

Misericordia che si ottiene attraverso la confessione e la conversione. Per questo Papa Francesco ha voluto che proprio il sacramento della riconciliazione abbia uno spazio speciale nel pellegrinaggio giubilare. Nel braccio di Carlo Magno a fianco alla Basilica ci saranno confessori sempre a disposizione. E ci saranno 800 missionari delle misericordia che ogni vescovo potrà invitare nelle diocesi per confessare e assolvere dai peccati che sono normalmente riservati alla Santa Sede. Peccati gravi, come la profanazione dell’Eucaristia. Ma ci sarà anche la possibilità per i sacerdoti di assolvere dal peccato di procurato aborto senza dover ricorrere al vescovo. E ancora per questo Giubileo anche per chi si confessa dai sacerdoti della Fraternità di san Pio X, i lefevriani, il sacramento sarà valido.

Un Giubileo semplice e popolare che a fianco alla celebrazioni in calendario a San Pietro vede il Rosario e la confessione sacramentale come i due mezzi più semplici di ottenere l’indulgenza plenaria, quella Divina Misericordia che Giovanni Paolo II imparò ad amare da Faustina Kowlaska, e che rende ogni Giubileo un vero momento di grazia per tutta la Chiesa cioè il Popolo di Dio.

 

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