Assisi, il Papa accende l'albero. Ganswein: "Vangelo via del rinnovamento"

Papa Francesco accende l'albero di Assisi
Foto: San Francesco Patrono d'Italia
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Papa Francesco, in collegamento dal Vaticano, ha acceso ieri sera l’albero di Natale di Assisi. "In questo Natale vi invito ad aprire il cuore alla misericordia, al perdono", è stato l'invito del Pontefice in videoconferenza.

In mattinata la Messa nella Basilica Inferiore di san Francesco presieduta da Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia. Al rito hanno partecipato anche 31 profughi ospitati dalla Caritas Diocesana di Assisi.

“La voce di Giovanni Battista – ha spiegato Mons. Gänswein nell’omelia – è di suprema importanza perché attraverso essa scende sulla storia umana la voce di Dio che promette salvezza e mette in discussione tutto ciò che esiste di disumano. E questa voce non è una realtà mitica, questa voce è una realtà storica, è una realtà vera”.

“Quante voci di oggi – ha aggiunto – si alzano e chiedono la nostra attenzione. Quante voci chiedono a noi di cambiare la vita. Avvertiamo tutti che sono troppi i motivi che mettono in discussione la stessa sopravvivenza del pianeta. Ma quello che più addolora, è l’impressione di essere caduti in un turbine di disordini morali che non solo sembra abbiano la pretesa di oscurare la presenza di Dio come se fosse un impedimento alla vita, ma quello che è peggio, oscurano la bellezza dell’uomo. E’ ora che ci mettiamo in ascolto della parola del Signore. La via del vero rinnovamento la indica il Vangelo”.

“Il deserto di cui parla Giovanni Battista – ha concluso il Prefetto della Casa Pontificia – non è quello fisico, fatto di sabbia è il silenzio, il voto che dobbiamo fare in noi per essere capaci di ascoltare la voce di Dio al di sopra di tutti i rumori del mondo in cui viviamo. Il deserto ci purifica e ci apre a Dio. L’orgoglio, la superbia ma anche il vuoto esistenziale, non possono che ostacolare il nostro andare verso Cristo e gli altri. Preparare il nostro Natale significa rivedere severamente e seriamente il nostro vivere quotidiano”.

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