Autismo, il Vaticano chiede politiche efficaci per le famiglie

Il logo e l'Empire state Building in blu
Foto: pd
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Molte volte la fatica quotidiana, la delusione, lo smarrimento, la solitudine, l’ansia per il futuro possono avere il sopravvento sulla speranza, che sempre dovrebbe animare le famiglie, gli operatori sanitari e le associazioni scientifiche e di ricerca, le istituzioni scolastiche, i volontari e tutti coloro che, a diverso titolo e in modo sinergico, sono a fianco delle persone con disturbi dello spettro autistico”.

Da queste considerazioni parte il messaggio che l’arcivescovo Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari pubblicato oggi in occasione della nona Giornata mondiale per la Consapevolezza e la Sensibilizzazione sull’Autismo. “Artefici e testimoni di speranza”, questo il tema della riflessione che mette al centro l’insegnamento di Papa Francesco sulla speranza cristiana. La speranza dice il Papa,Non è semplicemente un desiderio, un auspicio, non è ottimismo: per un cristiano, la speranza è attesa, attesa fervente, appassionata del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo”.

L’invito è ad uscire dal ripiegamento e dalla vergogna proprio perché la speranza cristiana “si radica nell’oggi di Dio, il quale non può che amare ed instancabilmente ci cerca. Dio, infatti, è bontà e benevolenza senza limiti, si prende cura dei suoi figli e non abbandonerà mai quelli che ha chiamati ad entrare nella sua comunione, qualunque siano le difficoltà”.

Con questo sguardo “la sensibilizzazione in ordine ad un disturbo neurologico e comportamentale, che fino a poco tempo fa poteva essere considerato uno stigma sociale, fortunatamente sta acquisendo sempre più considerazione nel campo della diagnosi e della ricerca, così come in quelli dell’assistenza, dell’inserimento scolastico e lavorativo, nonché nell’accompagnamento della crescita spirituale”.

Due anni fa il Pontificio consiglio aveva dedicato la Conferenza Internazionale proprio a questo tema anche per ricordare che serve l’impegno di tutti per favorire l’accoglienza, l’incontro, la solidarietà, in una concreta opera di sostegno e di rinnovata promozione della speranza, tenendo conto soprattutto del fatto che l’autismo si protrae per tutta la vita”.

Necessaria una  “alleanza tra i settori sanitario, socio-sanitario ed educativo, nonché l’inserimento, ove possibile, in attività lavorative per accrescere l’autonomia personale, possono assicurare la continuità della presa a carico lungo l’arco della vita di questi nostri fratelli e sorelle. Consentendo un’integrazione funzionale tra i servizi specifici dell’età evolutiva e quelli dell’età adulta, si permette alla persona con autismo di conservare le capacità acquisite con interventi abilitativi in età giovanile, evitando la loro regressione e la vanificazione delle risorse impiegate”.

E necessario un sostegno alle famiglie grazie a  politiche efficaci ed efficienti, “creando così sul territorio e anche nei Paesi a basso reddito - come affermava Papa Francesco incontrando i bambini e le persone autistici e i loro familiari il 22 novembre 2014 - «una rete di sostegno e di servizi, completa ed accessibile», che possa «aiutare le famiglie a superare la sensazione, che a volte può sorgere, di inadeguatezza, di inefficacia e di frustrazione»”.

Inclusione, quindi e sostegno grazie alla speranza cristiana per arrivare ad essere  “testimoni di autentica e gioiosa speranza nella Chiesa e nel mondo”

In occasione della nona Giornata Mondiale per la Consapevolezza e la Sensibilizzazione sull’Autismo alcuni edifici nel mondo, come l’Empire State Building di New York, la Willis Tower di Chicago, la CN Tower di Toronto, la Burjul Mamlakah Kingdom Tower di Riyadh in Arabia Saudita, e la Statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, si illuminano di blu che è il colore scelto per manifestare la consapevolezza nei confronti della sindrome che è cresciuta di 10 volte negli ultimi 40 anni. Per i social #sfidAutismo.

 

Ti potrebbe interessare