Cardinale Bassetti: “Ambasciatori di Cristo per rispondere alla pandemia”

Nella festa di San Benedetto, il presidente della Conferenza celebra Messa per l’Italia e l’Europa nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere a Roma

Il cardinale Bassetti durante la Messa per l'Italia e l'Europa, Roma, 11 luglio 2020
Foto: Tv2000
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Ambasciatori di Cristo” e non solo “grandi esperti o tecnici”: serve questo per rispondere alle sfide imposte dalla pandemia, secondo il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il Cardinale celebra “Messa per l’Italia e l’Europa” nel giorno della festa di San Benedetto, patrono d’Europa. E la sua omelia sembra anche essere un monito, una richiesta alla fede di riprendere il centro della Chiesa.

Perché questi ambasciatori di Cristo, dice il Cardinale, devono essere “uomini e donne che, come le sentinelle per la casa d’Israele, rispondono ad una missione divina, esprimono con passione e generosità la loro vocazione e si mettono a disposizione della comunità”.

Il Cardinale Bassetti ricorda che “mai come oggi, in questo drammatico e complesso cambiamento d’epoca, siamo tutti esortati a discernere i segni dei tempi”, perché è oggi “il tempo dei profeti”. E fu un profeta anche San Benedetto, che pose le basi dell’Europa con “pace, unità e cristianesimo”, creando una rete di monasteri che “costituisce ancora oggi le fondamenta spirituali, culturali dell’Europa”.

L’opera di San Benedetto, nota il presidente della CEI, mette sempre al centro Cristo, ed è un esempio anche per i cristiani di oggi, chiamati “essenzialmente a prendere il vissuto di Cristo e farlo nostro”.

Questo vissuto di Cristo è rappresentato dalle Beatitudini, che possiamo “tradurre dentro di noi” solo “nella preghiera e in un totale abbandono all’azione dello Spirito”, come spiegava don Primo Mazzolari.

Nota il Cardinale Bassetti: “Ancora oggi, quando noi leggiamo queste parole, sentiamo esplodere dentro di noi il nostro cuore: un’esplosione di gioia e vergogna. Vergogna per i nostri peccati, le nostre miserie, i nostri tradimenti; gioia per l’amore sconfinato di Cristo nella vita di ognuno di noi”.

Riprendendo Papa Francesco, il cardinale invita ad imparare a memoria le Beatitudini che sono “la carta d’identità del cristiano”, da esercitare “perfino nella vita politica e nell’esercizio del potere”.

Discepolo di Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze, il Cardinale Bassetti non può mancare di menzionarne l’opera, che “è stata definita la spiritualità delle Beatitudini”.

“Dopo questo terremoto mondiale provocato dalla pandemia – sottolinea il Cardinale Bassetti - ci troviamo di fronte a un bivio epocale: o noi ricostruiamo il mondo con questa fame di giustizia oppure assisteremo al declino della nostra civiltà come spettatori irrilevanti. Come uomini e donne, cioè, che non hanno più nulla da dire e da dare alla società contemporanea”.

E conclude: “Abbiamo, come cristiani, molto da annunciare e da fare per il nostro tempo. Dobbiamo annunciare la ‘verità sull’uomo’, come amava dire Giovanni Paolo II, e dobbiamo impegnarci per l’unità della famiglia umana e l’unità della Chiesa. Di fronte al rischio di una crisi epocale dobbiamo comportarci come san Benedetto: pregare e lavorare per la rinascita del nostro Paese, del nostro continente e della nostra civiltà”.

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