Caritas Terni e Associazione San Martino lanciano il progetto “Noi non ci fermiamo”

La Caritas di Terni Narni Amelia e l’associazione di volontariato San Martino attraverso il progetto “Noi non ci fermiamo”, finanziato dalla Fondazione Carit e cofinanziato dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia, intende realizzare "servizi di sostegno e aiu

Emporio della solidarietà
Foto: Caritas Terni
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"L’emergenza legata alla diffusione del COVID-19 oltre che sanitaria, sta diventando sempre più sociale". Questa è la denuncia della Chiesa in Umbria. "Colpisce soprattutto chi già viveva situazioni di difficoltà o di fragilità, creando nuove situazioni di povertà". Per questo la Caritas diocesana di Terni Narni Amelia e l’associazione di volontariato San Martino attraverso il progetto “Noi non ci fermiamo”, finanziato dalla Fondazione Carit e cofinanziato dalla diocesi di Terni-Narni-Amelia, intende realizzare "servizi di sostegno e aiuto a singoli e nuclei familiari con necessità di supporto economico".

Il progetto prevede in particolare la distribuzione di mascherine monouso e guanti alle persone che si rivolgono alle opere segno della Caritas che la San Martino gestisce e sono: la Mensa San Valentino, la Casa Parrabbi, il centro di Ascolto e l’Emporio della Solidarietà’ a Terni; il potenziamento del servizio del Numero Verde gratuito per l’ascolto a distanza, informazioni e orientamento ai servizi, ai sussidi e sostegni economici offerti sul territorio per l’emergenza, nonché ascolto morale e psicologico per affrontare nel migliore dei modi l’isolamento nelle proprie abitazioni.

La Caritas Terni registra inoltre un aumento nelle segnalazioni dei problemi di occupazione/lavoro, di quelli economici, di un incremento dei problemi familiari, di salute, anche in termini di disagio psicologico e psichico, e in termini abitativi. Allo stesso tempo, si registra un aumento rispetto alle richieste di beni e servizi materiali, in particolare cibo e beni di prima necessità, con una maggiore domanda di pasti, sussidi e aiuti economici, supporto nella spesa o nel pagamento di bollette e affitti, sostegno socio-assistenziale, lavoro e alloggio.

"Il progetto vuole avere un’impronta socio-pastorale, creando una sinergia tra parrocchie, realtà urbane e del terzo settore", conclude il sito della chiesa in Umbria.

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