Chi è Gesù? XXIV Domenica del Tempo Ordinario

Cristo Pantocratore
Foto: Duomo di Cefalù - pubblico dominio
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La domanda che Gesù pone agli apostoli costituisce il cuore del Vangelo secondo Marco. In realtà l’interrogativo: Chi è Gesù ci accompagna fin dall’inizio, ma solo ora esso viene sollevato in maniera esplicita da Cristo stesso e la risposta è data con chiarezza. Gesù è il Figlio di Dio che deve soffrire e morire in croce per la salvezza dell’umanità. Da questo momento in poi il tema della Croce costituisce l’argomento centrale della predicazione di Gesù.  

Chi è Gesù? E’ la domanda che attraversa la storia e la risposta si scontra con la realtà sconcertante della Croce, la quale suscita sempre una reazione. E’ quanto è accaduto anche a Pietro, il quale aveva dato la risposta giusta in merito all’identità di Cristo: Tu sei il Cristo. Tuttavia, quando Gesù incomincia a spiegare che per obbedire a Dio deve soffrire e dare la vita per i fratelli, allora emerge il rifiuto, la protesta perché tutto questo non rientra nei piani dell’apostolo, nel suo modo di concepire il Messia. E’ impossibile che il Figlio di Dio sia questo! Lo proclama e lo voleva come Messia glorioso, potente e invincibile. 

Pietro viene aspramente rimproverato da Gesù perché rifiuta le vie di Dio per contrapporre ad esse la sua logica umana. La Passione, infatti, rientra nel piano di Dio. Gesù spiega che era necessario…La passione e la morte, in altre parole, non sono la conseguenza delle opposizione e dei contrasti degli ebrei con Gesù, ma sono ancorate nel piano stesso di Dio, fanno parte del Suo piano di salvezza per la salvezza dell’uomo.  

Nel dialogo tra Pietro e Gesù, l’apostolo si ferma al momento del rifiuto di Cristo da parte dei capi ebraici mentre non coglie il riferimento alla Resurrezione. Il mistero della persona di Gesù ha “due facce” e quella definitiva è la gloria della resurrezione non la passione.

Nel brano di Vangelo è presente un ulteriore particolare degno di attenzione. Gesù proibisce a Pietro di divulgare la sua vera identità. Questa proibizione rientra nel cosiddetto “segreto messianico” che un autore contemporaneo spiega con queste parole: il segreto messianico esprime “l’irrevocabile e libera decisione di Gesù di abbracciare la Passione, perché così è la volontà divina. Se Gesù avesse lasciato che la sua gloria apparisse, se avesse permesso che le folle manifestassero il loro entusiasmo, che i demoni gridassero il loro servile omaggio, che gli apostoli divulgassero la loro scoperta, la Passione sarebbe stata impossibile, e Gesù sarebbe finito nel trionfo, però un trionfo umano, estraneo al piano di salvezza…Il segreto messianico esprime dunque la volontà deliberata di Gesù di abbracciare la sua Passione (Minette de Tillesse).

I demoni, la folle, i discepoli, lo stesso Pietro cercano di portare Gesù a manifestare la sua gloria di Figlio di Dio, ma egli resiste. La sua gloria si manifesterà nella sua resurrezione. Il motivo della sua resistenza è dato dal fatto che Egli deve obbedire al piano di Dio e in questa obbedienza è racchiusa la sua libertà. Gesù ha patito perché lo ha voluto. 

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