Chiara da Montefalco e Jean d’Amiel, il '300 umbro a casa del Papa

Due capolavori italiani raccontano una storia di santità ai Musei Vaticani

Il polittico della chiesa di San Francesco
Foto: Musei Vaticani
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Tornano dopo la pausa estiva le iniziative espositive di Museums at Work nei suggestivi spazi della Pinacoteca Vaticana.

Due le figure che emergono nel XIV secolo, Chiara di Damiano  e il vescovo Jean d’Amiel, i protagonisti della mostra Chiara da Montefalco e Jean d’Amiel. Devozione e committenza in due dipinti restaurati dei Musei Vaticani”.

Chiara e Jean non ebbero mai occasione di incontrarsi in vita, ciononostante le loro storie si sono intersecate grazie a due opere pittoriche,  esposte per l’occasione nella sala XVII della Pinacoteca,  e a un oratorio, la Cappella di Santa Croce a Montefalco, che la Santa fece costruire e il Vescovo affrescare.

Sullo sfondo, la Montefalco in provincia di Perugia della prima metà del Trecento, il Papato ad Avignone e, soprattutto, un’intensa devozione popolare che artisti ancora anonimi e di grande qualità seppero interpretare con rara efficacia.

Il progetto espositivo rivela al grande pubblico, dopo nuove analisi scientifiche e un accurato restauro presso i laboratori dei Musei Vaticani, due opere che sono solitamente in arredo negli appartamenti di rappresentanza del Santo Padre: il Polittico della Chiesa di San Francesco e il Dossale della Cappella di Santa Croce a Montefalco. I dipinti erano già stati simbolicamente concessi in prestito lo scorso anno per la mostra umbra “Capolavori del Trecento. Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino”, in occasione delle iniziative territoriali di promozione e valorizzazione artistica messe in essere all’indomani del devastante sisma che colpì il Centro Italia nel 2016.

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