Chiese in Europa, la chiamata ad ispirare speranza

I partecipanti all'incontro del comitato congiunto CCEE - KEK, che si è tenuto a Bruxelles il 9 e 10 marzo 2018
Foto: CCEE
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Guardare fuori, sia ispirandosi al mondo che ispirando speranza: il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopale Europee, propone questa ricetta per evangelizzare l'Europa all’incontro che si è tenuto tra membri del CCEE e della Conferenza delle Chiese Europee (KEK).

Il Cardinale ha aperto i lavori di una due giorni a Bruxelles, dal 9 al 10 marzo, che si è focalizzata sul tema “Testimoniare la nostra fede in un mondo secolarizzato”, e rappresenta una sorta di preparazione verso l’assemblea generale della Conferenza delle Chiese Europee in progamma a Novi Sad, il cui oggetto di discussione è “Sarete miei testimoni”.

Il Comitato Congiunto CCEE-KEK è stato istituito nel 1972, l’anno successivo alla nascita del CCEE, e si incontra ogni anno. Tra le attività, diversi incontri ecumenici: da ricordare le assemblee ecumeniche europee di Basilea 1989, Graz 1997 e Sibiu 2007 e la Charta Oecumenica.

La sigla KEK viene dalla denominazione tedesca Konferenz Europaeische Kirchen, ed è una associazione ecumenica tra le Chiese cristiane d’Europa. Fondata dal 1959, da non confondere con il Consiglio Ecumenico delle Chiese che Papa Francesco visiterà il 21 giugno a Ginevra (cui è comunque affiliata), nella KEK sono rappresentate 125 chiese. Non è membro la Chiesa Cattolica, per lo stesso motivo per cui non è membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese: il nome Chiesa, infatti, è solo della Chiesa di Pietro.

Il tema della secolarizzazione è in perfetta continuità con il lavoro svolto dalla CCEE sotto la presidenza del Cardinale Bagnasco, che ha impostato i lavori sulla questione di Dio.

Il Reverendo Christopher Hill, membro della Chiesa di Inghilterra e presidente della KEK, ha sottolineato che c’è bisogno di più testimonianza di vita cristiana in Europa rispetto al passato, specialmente in seguito alla crisi finanziaria, il caos in Medio Oriente e la crisi migratoria.

I partecipanti all’incontro hanno individuato sfide e opportunità per annunciare il Vangelo in Europa. Hanno sottolineato che la gente in Europa è disorientata, sente la necessità di ridefinire la loro umanità, e non ascolta le argomentazioni ispirate dalla ragione. È per questo, hanno sottolineato i partecipanti all’incontro, che la ricerca della verità risulta ostacolata nel dibattito pubblico.

I vescovi europei hanno puntato sull’annuncio della misericordia come “porta d’accesso” per l’evangelizzazione, perché è un approccio che “rivela alcuni dei bisogni più radicali delle persone di oggi”.

Durante l’incontro, si è fatto anche un bilancio sull’accoglienza della Charta Oecumenica del 2001, e si è iniziato un processo di revisione del documento per eventualmente aggiornarlo e rafforzarlo.

 

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