Cinque giorni in Madagascar per il Cardinale Parolin

Il Cardinale Parolin durante il viaggio in Sri Lanka del 2015
Foto: Alan Holdren / CNA
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Un denso programma di cinque giorni, che ha il suo culmine in un incontro con i vescovi locali e in una “lecture” sulla diplomazia vaticana: il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, comincia oggi il suo viaggio in Madagascar, per celebrare i cinquanta anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi, e con l’obiettivo di rafforzare le relazioni tra Santa Sede e Madagascar.

La visita è stata presentata in una conferenza stampa ad Antanimena da monsignor Paolo Rocco Altieri, nunzio apostolico del Paese, che ha sottolineato come “la Chiesa cattolica è ancora presente nel Paese in diverse aree di attività di sviluppo, tra cui l’istruzione, la salute e l’agricoltura”.

Nella stessa conferenza stampa, monsignor Jean-Claude Randrianarisoa, segretario generale della Conferenza Episcopale locale, ha sottolineato che la visita rafforzerà “il rapporto diplomatico istituito nel dicembre 1966 tra il Madagascar e il Vaticano”, senza entrare in dettagli. La situazione tra il governo malgascio e la Chiesa locale è infatti riportata come “tesa” dai media locali. “L’incontro si concentrerà piuttosto usul rispetto dei diritti umani e della libertà di religione”.

Ecco l’agenda del Cardinale Parolin in Madagascar: venerdì 27 gennaio il Segretario di Stato si incontrerà, con il Presidente del Paese Hery Rajaonarimampianina (Palazzo di Iavoloha, residenza del Presidente), con il Primo Ministro Solonandrasana Olvier Mahafaly (a Mahazoari, sede del governo). Sabato 28, il Cardinale Parolin prima visiterà l'Università Cattolica del Madagascar (Ambatoroka) e poi si riunirà con i vescovi della Conferenza episcopale. Lunedì 30 gennaio, prima del ritorno in Italia, il cardinale Parolin terrà una conferenza sulla diplomazia vaticana (Andoharanofosy) e poi farà una visita privata al Centro fondato dal sacerdote sloveno-argentino padre Pedro Opeka (Andralanitra), che accoglie persone povere, emarginate e in situazione di forte disagio sociale.

 

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