Cittadinanza e partecipazione. L'istituto "Bachelet" dell'Ac premia le tesi di laurea

Vittorio Bachelet. Allo statista intitolato il premio per le tesi di laurea
Foto: Azione Cattolica
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La Fondazione Istituto dell’Azione Cattolica Italiana per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet” bandisce l'Edizione 2015 del Premio “Vittorio Bachelet” per Tesi di Laurea sullo “sviluppo e la riforma delle istituzioni democratiche, la partecipazione e la cittadinanza attiva”.

Possono presentare domanda di partecipazione i laureati in Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Filosofia, Storia e affini, la cui tesi abbia attinenza con i temi attinenti alla riforma delle istituzioni democratiche, la partecipazione e la cittadinanza attiva, con particolare riguardo all'esperienza italiana dell'età contemporanea, vuoi in ordine all'elaborazione concettuale, vuoi nella lettura della realtà sociale e nel concretarsi di innovazioni istituzionali.

Le tesi ammesse sono quelle discusse nel periodo compreso tra il 1 dicembre 2014 e il 30 novembre 2015. Il vincitore riceverà un premio in denaro di mille e cinquecento euro lordi.

L’Istituto dell’Azione Cattolica Italiana per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet”, intitolato alla memoria del Presidente di ACI ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980, e sorto a otto anni dalla sua tragica morte, è uno strumento che l’Associazione si è data nel 1988 per rispondere all’esigenza di contribuire alla formazione nel campo sociale e politico, attraverso l’elaborazione di studi e ricerche, la proposta di convegni e seminari, la predisposizione di sussidi, che rappresentano occasioni di approfondimento sulla dottrina sociale della Chiesa e sui temi della cultura politica.

Attraverso l’Istituto, l’Azione Cattolica ha inteso quindi mantenere viva l’eredità di pensiero e di insegnamento di Vittorio Bachelet, che nella sua vita coltivò con amore la passione per i problemi sociali, giuridici e politici del nostro Paese e del mondo. L’Istituto ha cercato infatti di raccogliere l’interesse di Vittorio Bachelet per questi temi, senza dimenticare la passione educativa che sempre lo animò e che contraddistingue, fra l’altro, l’attività formativa dell’Azione Cattolica.

Lo stesso Bachelet ebbe modo di scrivere: “È urgente formare generazioni nuove a un senso della società, non certo per avere “riserve” per le future formazioni ministeriali – per cui ci sono anche troppi aspiranti – ma per continuare piuttosto con una diffusione nel corpo sociale, quel servizio che, almeno in parte, è già stato offerto per il vertice; per formare cioè una “classe dirigente” come si suole dire, intesa però non in senso solamente politico, ma come guida cristianamente ispirata dell’opinione, della stampa, dei costumi, dell’educazione non solo scolastica (ma anche – ad esempio cinematografica), delle relazioni di lavoro, della vita professionale in genere” (in Tre codici sociali, articolo apparso sulla rivista “Studium”, dicembre 1952).

Attuando quanto previsto nello Statuto, l’Istituto ha perciò svolto negli anni un percorso di riflessione sui problemi sociali e politici del nostro tempo. Una riflessione che ha trovato espressione in molte iniziative: convegni, seminari, pubblicazioni, ricchi di temi e contributi significativi e differenti.

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