Coltivare l’alleanza con la terra. Celebrata a Veroli la 13ma edizione della Giornata Cei

Un momento della Giornata per la Custodia del Creato celebrato a Veroli, 1 settembre 2018
Foto: CF / ACI Stampa
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Nel rapporto con la terra e l’ambiente è necessario che l’uomo ricostruisca un’alleanza simile a quella stretta da Dio all’indomani del diluvio universale. Come l’arcobaleno spuntò nel cielo al termine delle piogge, rovesciando la simbologia dell’arco da strumento di guerra a segno di pace, così è necessario per l’uomo riprendere quell’antico messaggio e ripensare la sua relazione con il mondo, abbandonando la violenza e pacificandosi con il creato. In queste parole del vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, Ambrogio Spreafico, può essere riassunto il senso della 13ma Giornata nazionale per la custodia del creato, celebrata a Veroli sabato 1 e domenica 2 settembre.

Anche quest’anno la Giornata è stata promossa, in sintonia con la Chiesa universale, dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla diocesi frusinate in collaborazione con Greenaccord, l’associazione ambientalista di ispirazione cristiana, che ha promosso nella due giorni il Forum della stampa cattolica.

Ed è stato il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio, a presentare l’iniziativa in apertura dei lavori: “Ascoltare il grido della Terra e mettersi in azione significa anzitutto vivere un rapporto armonico con tutte le creature e farsi carico, nel concreto della propria esistenza, di tutte le azioni che possono contribuire ad alleggerire il nostro passaggio sulla terra e a rendere meno dolorosa e intensa la sofferenza che il pianeta ci manifesta in vari modi”.

“Ai cristiani e agli uomini di buona volontà - ha proseguito Cauteruccio - viene richiesta creatività, sollecitudine e prontezza per mettersi in sintonia con i ritmi e i tempi del pianeta attraverso prevenzione, adattamento, vigilanza, denuncia, formazione, informazione, cambio di stile di vita, piccoli gesti quotidiani e anche in gesti di lode e di ringraziamento al Creatore”.

Molti gli spunti offerti nella bella e suggestiva città ciociara, che è essa stessa un esempio virtuoso di buone pratiche ambientali vissute dal basso, come ha testimoniato il sindaco Simone Cretaro. Dall’introduzione del vescovo Spreafico alla comunicazione sulla prossima assemblea speciale sinodale panamazzonica del 2019, dal concetto di martirio per il creato alle complesse questioni dei rifugiati ambientali, fino a innovative esperienze di “green community” portate avanti dalla Comunità di sant’Egidio in Congo, diverse sono state le riflessioni presentate al Forum ai circa 50 giornalisti intervenuti, rappresentanti di varie realtà informative diocesane e nazionali.

“Il fenomeno dei profughi climatico-ambientali è di rilevanza primaria e d’intensità superiore a quello dei profughi da guerra”, ha detto nel suo intervento il vescovo Spreafico.

“Secondo l’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni, nel 2014 la probabilità di essere sfollati a causa di un disastro è salita del 60% rispetto a 40 anni fa. All’origine del fenomeno - ha continuato il vescovo - esistono un intreccio di cause che hanno reso molte terre inabitabili tra guerre, cambiamenti climatici e disastri ambientali, fame, povertà, disuguaglianze, dittature e persecuzioni”.

E dall’attualità al messaggio dell’Antico Testamento. “La Bibbia ci ricorda che la violenza verso la terra va di pari passo con la violenza contro i nostri simili. Ma non abbiamo futuro se non nella pacifica convivenza tra diversi. Per questo la riflessione sulla cura del creato oggi coinvolge cristiani di varie confessioni. Abbiamo bisogno di stringere questa alleanza insieme per rendere possibile il vivere insieme”.

Gli ha fatto eco monsignor Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale politiche sociali e del lavoro Cei, “con la giornata del 1° settembre, che si prolunga per tutta la Chiesa italiana fino al 4 ottobre, festa di San Francesco, vogliamo dire che la custodia del creato significa che ci è stato affidato un bene che non appartiene a noi ma che è principalmente di Dio, e che Dio destina a tutti gli uomini e a tutte le future generazioni, e ai poveri. Questo è il principio della destinazione universale dei beni e tutto questo porta la Chiesa a costruire alleanze responsabili per il raggiungimento dei 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile Agenda dell’Onu 2030”.

Felipe Camargo, responsabile per l'Europa del Sud per l’Onu-Unchr, è entrato nel vivo dell’attualità politica dei migranti. “Le dimensioni del fenomeno dei rifugiati ambientali fanno capire l’importanza di creare un ordinamento giuridico che garantisca chi è sfollato a causa del cambiamento climatico e dei disastri naturali. Queste persone, una volta passata la frontiera, perdono la protezione legale internazionale. Lo spostamento forzato legato ai cambiamenti climatici è una realtà ampiamente sottovalutata e non ancora regolamentata né a livello internazionale né in ambito comunitario”.

L’Unchr lavora a livello globale con i governi e con la società civile per ridurre il rischio di queste catastrofi attraverso la risposta umanitaria che garantisce protezione legale e assistenza materiale: lavora soprattutto – ha concluso Camargo - per far comprendere che cause come la siccità ad esempio nel Corno d’Africa sono motivo di conflitti tribali e di carestie per milioni di persone che non potranno fare altro che spostarsi e cercare di vivere in qualsiasi altro luogo dove è possibile sopravvivere”.

Al termine dei lavori, sabato 1° settembre, nella suggestiva cornice del Monastero di Sant’Erasmo, un bene riutilizzato dalla diocesi e affidato alla gestione della cooperativa “Diaconia”, sono stati assegnati i premi “Sentinelle del Creato” a personalità del mondo dell’informazione e della cultura che si sono particolarmente distinte per il loro impegno e la loro azione nei confronti della custodia del Creato: i giornalisti Luisa Pozzar, Marco Lapi, Giorgio Zanchini, Dante Cerati. E ancora, al vescovo Spreafico, all’ufficiale del Corpo Carabinieri Forestali Paolo Ottaviani, a Iskra Menarini, storica vocalist di Lucio Dalla, e all’artista napoletano Ciro Sciallo.

Il Forum si è concluso con la Messa, domenica 2 settembre, celebrata dal vescovo Spreafico nell’antica Basilica di santa Maria Salome e trasmessa in diretta su Rai1, e con l’annuncio della 14ma Giornata nazionale per la custodia del creato, che nel 2019 sarà celebrata a Cefalù.  

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