Comunione e Liberazione, don Julian Carron confermato presidente

Il sacerdote indicato da Luigi Giussani alla guida del movimento è stato confermato per altri sei anni all’unanimità

Don Julian Carron. Presidente di Comunione e Liberazione dal 2005, resterà in carica fino al 2026
Foto: it.clonline.org
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Don Julian Carron è stato confermato presidente di Comunione e Liberazione per altri sei anni. Lo scorso 21 marzo, si è riunita la Diaconia centrale della fraternità, con un solo assente, e ha votato all’unanimità la conferma del sacerdote che don Luigi Giussani designò alla guida del movimento nel 2004, l’anno prima della sua morte. Già nel 2014, il movimento aveva confermato Carron alla sua guida per sei anni. Continuerà a guidare il movimento fino al 2026. 

La votazione si è svolta con scrutinio segreto. Nove membri della diaconia erano presenti in sede e 21 erano collegati in videoconferenza dall’Italia e dal mondo. C’è stata una sola scheda bianca. È stato lo stesso don Carron a dare notizia della sua rielezione in una lettera inviata a tutto il movimento, sottolineando anche che si era riflettuto se era opportuno svolgere la diaconia o rinviarla, considerata l’emergenza Coronavirus. Si è però deciso di procedere all’elezione, perché “non era opportuno che il movimento fosse guidato troppo a lungo da un presidente in regime di prorogatio”.

L’elezione del presidente – ha aggiunto don Carron – era stata messa in agenda dalla diaconia della fraternità dal 23 marzo scorso, con l’idea di aprire un tavolo di discussione ed eventualmente pensare ad un altro nome per la successione. La diaconia ha però deciso di confermarlo alla guida del movimento.

“Cosciente dei miei limiti – ha scritto don Carron – desidero continuare a servire l’iniziativa di Colui che è il vero protagonista di quello che viviamo”, perché “nessuno di noi sarebbe in grado di generare quello che vediamo accadere in noi e intorno a noi”.

Don Carron ha sottolineato che tutti “rimaniamo veramente stupefatti davanti a tanta ricchezza di vita, di iniziative, di novità adesso, in un momento particolarmente sfidante, in un’epoca in cui il nichilismo dilaga dappertutto”. E ha segnato nel percorso educativo una delle priorità, perché è questo che “genera persone in grado di stare davanti alle sfide, senza cedere alla paura e al nulla”.

Oltre a chiedere preghiere per sé perché sia docile alla volontà di Dio e perché si resti fedeli al carisma di don Giussani, don Carron ha fatto un appello, in tempi di emergenza a causa del coronavirus, perché tutti considerino “con grande serietà l’impegno che ciascuno ha preso o intende riprendere con quello strumento con cui il movimento ci ha sempre educato ad una ‘concezione comunionale del proprio avere’, il Fondo Comune”.

Questo perché – ha aggiunto – “la Fraternità possa far fronte, nei limiti del possibile e tenendo conto di tutti i fattori in gioco, alle diverse possibilità che si presenteranno”.

Don Carron ha anche espresso tutta la sua vicinanza “e quella di tutto il movimento a quanti sono impegnati in prima linea (come infermieri, medici e nei servizi di ogni tipo), agli ammalati e a coloro che hanno perso qualcuno dei propri cari”.

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