Concluso il Jamboree giapponese. Gli scout italiani tornano a casa

Scout italiani al Jamboree giapponese
Foto: FIS
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Concluso il Jamboree giapponese per gli scout provenienti da ogni parte del mondo, anche il contingente italiano torna a casa. All’evento, che si svolge ogni quattro anni su indicazione del fondatore dello scoutismo, Lord Baden Powell, si è riflettuto sul tema “Uno Spirito di Unità”.

Positive le reazioni della Federazione italiana dello Scoutismo. Il Jamboree2015, il ventitreesimo, ha dimostrato “l’energia degli scouts di tutto il mondo, il dinamismo del Movimento Scout ed il coinvolgimento in diversi ambiti”, ha aiutato a “conoscere culture e tradizioni e differenti modi di pensare”, ha fatto crescere l’armonia, che è “cultura di Pace, dove gli scouts di differente cultura, religione ed esperienze, vivono insieme, rispettandosi e aiutandosi vicendevolmente”.

Al F.i.s., che riunisce gli scout cattolici dell’Agesci e quelli laici del Cngei, il compito di coordinare la presenza italiana.

Molto toccante la giornata del 6 agosto, dedicata alla Pace e al “ricordo dello scoppio della bomba atomica: alcuni gruppi e persone ci hanno inviato le loro gru. Un bel momento condiviso tra Giappone ed Italia”, fanno sapere dal Fis.

Al termine dell’esperienza internazionale anche un momento tutto italiano, che è iniziato sulle note di “Spirit of unit”. “Ha mandato letteralmente in delirio gli oltre 1000 italiani presenti alla cerimonia – scrivono gli scout del Bel Paese sul loro diario di viaggio - dopo aver riso e scherzato ,aspettando l’arrivo degli altri reparti, è iniziata ufficialmente la cerimonia”.

Durante il momento tricolore non è mancato il discorso d’apertura da parte del presidente A.G.E.S.C.I Matteo Fanò, il quale ha parlato “del nostro ruolo al Jamboree ovvero quello di ambasciatori dello scoutismo italiano”, fanno sapere dal “diario di viaggio”.

“Dopo i due discorsi del capo A.G.E.S.C.I e della capo campo giapponese, i quali hanno mandato l’euforia degli italiani presenti a livelli stratosferici, c’è stato il discorso del capo contingente italiano Nicolò Pranzini il quale ha parlato inizialmente del’ attesa che era in ogni italiano e in seguito Nicolò ,aiutato anche da alcuni C.M.T, ha letto alcune frasi dette dai partecipanti appena scelti per partecipare al Jam e ciò non ha fatto altro che aumentare il livello d’euforia degli italiani”, raccontano ancora i seguaci di Baden Powell.

Nel “significato del Jamboree”, spiegano gli scout italiani, c’è forte il senso del “poter conoscere altra gente e capire il loro modo di vivere lo scautismo”.

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