Consiglio dei Cardinali, allo studio il tema della “diaconia della giustizia”

Il Papa e il Consiglio dei Cardinali durante una delle riunioni
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

È il tema della “diaconia della giustizia” la principale novità del Consiglio dei Cardinali, che si è riunito con Papa Francesco dall’11 settembre ad oggi, con una ultima riunione nel pomeriggio.

In un briefing con i giornalisti, Greg Burke, direttore della Sala Stampa vaticana, ha sottolineato che il tema della “diaconia della giustizia” punta ad intendere la “giustizia come servizio” e che il riferimento è direttamente alla funzione dei tribunali. Una delle ipotesi iniziali sul tavolo del Consiglio dei Cardinali era appunto quella di un accorpamento dei tre tribunali di Segnatura, Penitenzieria e Rota. Forse non si arriverà così lontano, ma di certo il modo in cui i tribunali lavorano sta venendo discusso.

Non è il solo tema sul tavolo del Consiglio. Gli otto cardinali consiglieri (il solo Cardinal Laurent Mosengwo Pasinya non ha partecipato alle riunioni per motivi pastorali) hanno anche ampiamente discusso su come i dicasteri possono meglio servire la missione della Chiesa.

Il Consiglio ha ovviamente discusso dell’istituzione dei dicasteri Laici, Famiglia e Vita e per lo Sviluppo Umano Integrale (che hanno rispettivamente accorpato Pontificio Consiglio per i Laici e per la Famiglia con un collegamento alla Pontificia Accademia della Vita; e i Pontifici Consiglio di Giustizia e Pace, Migranti, Operatori Sanitari e Cor Unum).

Chiusi questi due capitoli, il Consiglio è andato avanti sulle ipotesi di riforma: più che un Consiglio chiamato a proporre e mettere in pratica la riforma, il Consiglio ha preso le caratteristiche di un organo consultivo del Papa, in grado di avanzare studi e proposte e di coadiuvare il Papa nel governo della Chiesa universale, fermo restando che è poi sempre il Papa a prendere le decisioni finali.

Il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede riferisce di una relazione del Cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei Vescovi, che ha riferito dei lavori della sua Congregazione e della Pontificia Commissione per l’America Latina ad essa collegata. E poi c’è stato anche un corposo dossier sul lavoro del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Si è parlato anche dei lavori della Congregazione per il Clero e della Congregazione per l’Educazione Cattolica, nonché del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Un tema che interessa molto il Papa e i consiglieri è il profilo spirituale dei candidati all’episcopato, e questo ha toccato anche il servizio diplomatico: il Consiglio ha parlato – e non è la prima volta – del servizio diplomatico della Santa Sede, con particolare focus sul tema della formazione e i compiti e dei nunzi e sulle loro responsabilità nella scelta dei candidati da proporre per l’episcopato – i nunzi infatti sono chiamati non solo a tenere i rapporti diplomatici con il Paese cui sono assegnati come “ambasciatori del Papa”, ma anche a segnalare quelli che sono i possibili candidati per l’episcopato.

Sia la Segreteria per l’Economia che la Segreteria per la Comunicazione hanno relazionato sugli sviluppi della riforma in corso, così come il Cardinal Sean O’Malley ha riferito della riunione della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori da lui presieduta, che si è riunita appena prima delle riunioni del Consiglio.

Il prossimo Consiglio dei Cardinali è previsto dal 12 al 14 dicembre.

 

Ti potrebbe interessare