Coronavirus, il Prefetto per la vita consacrata chiede obbedienza e preghiera ai religiosi

In una lettera il cardinale Braz De Aviz ricorda ai consacrati l'impegno alla obbedienza alle leggi civili

Consacrati e consacrate
Foto: www.lavitacattolica.it
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“La più efficace testimonianza che possiamo dare è in primo luogo l'obbedienza serena e convinta a quanto ci viene richiesto da coloro che ci governano, sia a livello statale che ecclesiale, a tutto ciò che viene disposto per la salvaguardia della nostra salute, sia come privati cittadini che come comunità”. E’ scritto in una lettera ai consacrati firmata dal Cardinale Braz de Aviz prefetto della Congregazione per la vita religiosa richiama tutti a vivere la Quaresima con una testimonianza speciale.

Nel testo si chiede sopratutto la preghiera: “Pensiamo in primo luogo alle Comunità di Contemplative che vogliono essere segno tangibile della preghiera costante e fiduciosa per tutta l'umanità. Pensiamo alle tante sorelle e fratelli anziani che accompagnano ogni giorno con la loro preghiera il ministero e l'apostolato di coloro che sono in attività e che si spendono con ogni forza per arrivare ad ogni fratello e sorella in necessità. In questi giorni, con ancora maggior slancio, intensificate questo vostro apostolato prezioso e insostituibile, con la certezza che il Signore non tarderà ad esaudirci e nella sua misercordia infinita allontanerà un così grave flagello”.

Un riferimento anche alla mancanza della possibilità di partecipare all’ Eucarestia: “Offriamo con gioia al Signore il grande sacrificio per la mancanza della Santa Messa e della partecipazione alla Mensa Eucaristica, viviamolo in comunione con tutti coloro che, anche per mancanza di sacerdoti, non hanno il privilegio di partecipare quotidianamente al Santo Sacrificio. Coloro che possono non facciano mancare i segni concreti di vicinanza al nostro popolo, sempre in ossequio alle disposizioni date dalle Autorità a ciò preposte, e in piena fedeltà ai nostri carismi, come in ogni epoca della storia passata e recente, condividiamo le sofferenze, le ansie, le paure, ma con la certa fiducia che la risposta del Signore non tarderà ad arrivare e presto potremo cantare un solenne Te Deum di ringraziamento”.

Infine un invito ad usare i mezzi della comunicazione per preghiera e formazione: “ Care Sorelle e cari Fratelli, attraverso i mezzi moderni di comunicazione abbiamo la possibilità di partecipare a celebrazioni e momenti formativi; abbiamo la possibilità di sentirci meno soli e isolati e di far arrivare la nostra voce alle comunità più lontane! Diamo a tutti un segno di speranza e di fiducia e pur vivendo con ansia e apprensione questi giorni, siamo convinti che facendo bene ognuno la nostra parte, aiutiamo la comunità ad uscire fuori dalla presente ora buia”.

A concludere la lettera l’affidamento a Maria: “Ci aiuti Lei, la cara Mamma celeste, a vivere questi giorni diffìcili con tanta speranza, con una rinnovata unità, con vero spirito di obbedienza a ciò che ci viene ordinato, con la certezza di arrivare attraverso questa prova, all'ora benedetta e gloriosa della risurrezione. Vi salutiamo tutti con affetto e con tanta stima, augurando che la luce e l'amore che proviene dal Mistero Pasquale del Signore pervada tutta la vostra vita”.

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