Cristeros, un nome da non dimenticare

José Sanchez del Rio
Foto: Santi e beati
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Tra i santi per i quali Papa Francesco ha approvato il miracolo avvenuto per loro intercessione ce n’è uno giovanissimo: José Sanchez del Rio, morto martire a 14 anni nel 1928 durante la rivolta dei “crsiteros”, i cattolici che imbracciarono le armi per difendersi dalle persecuzioni che il president messicano appoggiato dalla massoneria, aveva ordinato.

É la battaglia di “ Cristo Re”! Una pagina incredibile della storia messicana che è stata raccontata nel film “Cristiada” nel 2012. Un film intenso e coinvolgente che però ha avuto una distribuzione molto limitata. Nel film si racconta anche la storia di José.

Il piccolo José si era unito alla rivoluzione per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe, era un portabandiera e venne catturato dall’esercito governativo. Come ai tempi dei primi martiri gli viene chiesto di abiurare e lui dice no.  Lo torturano e lui dice: “Viva Cristo Re!”. Lo uccidono con il coltello e la pistola. Poi trovano un biglietto: “Cara mamma, mi hanno catturato, stanotte sarò fucilato. Ti prometto che in Paradiso preparerò un buon posto per tutti voi. Firmato: Il tuo Josè, che muore in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe”.

La beatificazione è avvenuta in Messico, a Guadalajara, il 20 novembre del 2005, un evento di massa.

I resti mortali di José Sanchez Del Rio riposano ancora oggi nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel suo paese natale,Sahuayo meta di pellegrinaggi.

Padre Francisco Ramirez, all’epoca rettore del collegio messicano a Roma, in un intervista alla Radio Vaticana spiegava la storia di questi martiri messicani: “ Tutti appartenevano ad un’organizzazione religiosa, come per esempio all’Associazione Cattolica della Gioventù messicana. Qualcuno aveva studiato in seminario, qualcun altro faceva parte dell’Adorazione notturna del Santissimo Sacramento. Tutti avevano fatto un percorso di fede, vivendo la fede all’interno della società. Siamo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, e questi martiri hanno sempre avuto il riconoscimento del popolo di Dio, del popolo cristiano”.

Eì la storia della nascita del Messico che ha posto le basi per questa realtà: “ Il Messico nasce come nazione indipendente nel 1821, dopo l’esperienza di circa 300 anni di dominazione spagnola. Dopo questa data, i gruppi dominanti del Paese cercarono di erigere un modello sociale adatto al Messico ma sfortunatamente non si riuscì a conciliare gli interessi opposti. Per quali motivi? Perché tutti i leader erano in realtà impreparati per svolgere questo lavoro. All’inizio del 1900, precisamente nel 1910, c’è una rivoluzione di carattere economico. In questi anni, viene approvata una legge per cui viene soppresso il culto religioso: non si può più celebrare la liturgia e si chiudono le chiese. Questo provoca una risposta da parte dei cattolici, una risposta che qualcuno vede “ispirata” dall’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, in cui il Papa invita a vivere “tutto in Cristo”. Questi cattolici sono stati veramente in sintonia con la responsabilità storica e le rivendicazioni sociali del momento. Una cosa è chiara: quando si pronuncia la parola cristeros, qualcuno pensa che essa abbia a che fare con persone che fanno la guerra, guerriglieri… Ma questi uomini hanno sempre agito partendo dalla loro fede: si chiama “resistenza pacifica attiva”, sempre nel pieno della responsabilità derivante dalla promessa battesimale, per la trasformazione della struttura sociale”.

 

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