Da Amantea alla Mongolia un abbraccio di solidarietà

Alcune immagine della vista del Nunzio Alfred Xuereb ad Amantea
Foto: www.webiamo.it
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“Dopo più di mille anni la Diocesi di Amantea ha di nuovo un vescovo. Dal 1094 non era più diocesi territoriale e non avevamo più un vescovo. Abbiamo avuto un vescovo tutto nostro in dono dal Papa, lo abbiamo accolto con un grande festa e abbiamo deciso di dargli un aiuto concreto per la sua missione”.

Il Sindaco di Amantea, piccolo paradiso in provincia di Cosenza affacciata sul blu profondo del Tirreno, racconta così la visita più recente dell’Arcivescovo titolare, il nunzio in Corea e in Mongolia, monsignor Alfred Xuereb.

Il 25 e 26 gennaio scorso Amantea ha vissuto una grande festa con le sue tre bande musicali. “Un abbraccio degli amanteani per un personalità illustre che è entrata subito nel cuore di tutti. Per noi è un punto di riferimento per i nostri valori cristiani. Ed ha rafforzato in noi sentimenti di accoglienza e fratellanza”.

Mario Pizzino è un sindaco molto attento alla storia della sua città e anche alla solidarietà. Così in occasione della vista del Nunzio ha deciso di fargli un dono speciale. Una cena di beneficenza per sostenere l’impegno dei missionari in Mongolia. Tutto organizzato con la scuola alberghiera del luogo oltre i volontari. Una comunità a servizio di un’altra.

“Un messaggio d’amore importante per i giovani e le famiglie - dice il Sindaco - tutto è stato organizzato attraverso il mondo del volontariato di Amantea. Speriamo che questo sia solo un inizio”.

Tra gli ospiti della serata anche altri sindaci della zona che hanno pensato di imitare l’iniziativa, oltre ai due vescovi l'emerito Monsignor Nunnari, e l'attuale Francescantonio Nolè.

Dona un sorriso alla Mongolia è stato il tema della serata di raccolta fondi con lo sguardo soprattutto verso i bambini.

“Ho raccontato che andando in Mongolia - dice il Nunzio Xuereb - ho visitato, tra le altre, una parrocchia di soli 38 battezzati. Al termine della Messa, in una chiesa a forma di tenda, siamo usciti per scattare una foto. Rientrando ho notato una signora che contava le offerte. Il parroco mi ha spiegato che la colletta domenicale, quando va bene, non supera i tre euro! Solo per il riscaldamento si spende moltissimo perché la temperatura va anche a 35 gradi sotto zero.

Ma noi, ha detto il parroco, non desideriamo solo un aiuto finanziario. Vorremmo fare uno scambio di testimonianze di fede attraverso foto, video, lettere tra le due comunità, quasi un gemellaggio di preghiera. E magari anche degli scambi di volontariato. La scorsa estate hanno ricevuto un gruppo di scouts di Torino in una struttura della parrocchia”.

Il nunzio ha anche spiegato che tra i missionari che lavorano in Mongolia, ci sono alcuni, africani di origine, che devono sopportare il freddo e imparare la lingua molto impegnativa.

Nel settembre scorso poi è improvvisamente morto il Prefetto Apostolico della Mongolia, monsignor Wenceslao Padilla, un missionario filippino che da 26 anni era in Mongolia, il primo vescovo della Prefettura Apostolica. E la comunità è in attesa di un nuovo vescovo.

L’ evento è stato completato, la mattina dopo, con una messa solenne nella chiesa di San Biagio, la chiesa “matrice” alla presenza dell’arcivescovo di Cosenza e con la concelebrazione dei parroci della zona. Altro ospite particolare, il nuovo consigliere assegnato alla nunziatura in Seoul che è di Crotone, monsignor Mario Codamo.

“Sono rimasto molto colpito della attenzione delle autorità civili per queste iniziative - ha detto l’Arcivescovo Xuereb- Amantea è fiera di avere un suo vescovo anche se solo titolare. Il titolo poi è stato inserito di recente nell’elenco delle sedi titolari. E io sono il primo davvero dopo 1000 anni. Sono felice che sia stata assegnata a me perché ho anche molti legami personali con la zona attorno ad Amantea”.

La diocesi di Cosenza-Bisignano, di cui Amantea fa parte, riceve così un dono in più con la rinascita di questo antico titolo.

Il Sindaco Pizzino conclude il nostro colloquio con un invito: vorremmo fare rivivere un turismo religioso e culturale che può ridare dignità alla nostra cittadina, come la presenza del vescovo titolare. 

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