Da Macerata a Loreto in pellegrinaggio con la passione missionaria

La marcia e i volontari
Foto: www.pellegrinaggio.org
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Si avvicina la 41^ edizione del Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto ed in attesa dell’appuntamento di sabato 8 giugno, numerosi volontari sono da tempo al lavoro nei vari servizi e molti altri se ne aggiungeranno nei prossimi giorni, fino a raggiungere le 3.000 unità: sono giovani e adulti che mettono a disposizione tempo, competenze ed energie, provenendo da tutte le Marche e da più parti d’Italia.

Allo stadio saranno inoltre impegnati 40 volontari per l’accoglienza degli ospiti, personale di segreteria nei punti info per le adesioni e per gli accrediti stampa, 315 nel servizio liturgia, comprensivi di ministri dell’eucarestia, i loro accompagnatori, diaconi e collaboratori. Inoltre, 100 coristi, alcuni dei quali guideranno i canti durante il cammino. Imponente il servizio d’ordine che impegnerà più di 350 volontari per accogliere ed indirizzare i pellegrini.

Prima della santa messa faranno il loro ingresso allo stadio i 25 podisti che mercoledì 5 giugno, in piazza san Pietro, al termine dell’udienza generale, hanno ricevuto da papa Francesco la Fiaccola per la Pace, che prima di giungere allo stadio attraverserà Vitorchiano, Terni, Assisi, le zone terremotate, in particolare Camerino e San Severino Marche, con un’ultima tappa a Osimo, prima di arrivare allo stadio di Macerata.

Nel frattempo alla segreteria del pellegrinaggio sono in arrivo molti messaggi di fedeli, che chiedono preghiere per situazioni particolari; ed è arrivato anche un messaggio del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che celebrerà la santa messa nello stadio maceratese: “Sono anch’io un fratello, e prenderò parte al Pellegrinaggio da Macerata a Loreto. Un fratello vescovo, che nella vita ha sempre camminato. Sono stato scout e ho sempre avuto davanti a me delle strade da percorrere. Mi ricordo, quando ero vicario a Firenze, che il card. Piovanelli tutti gli anni ci indicava un pellegrinaggio alla Madonna dell’Impruneta, per chiedere la grazia delle vocazioni, una benedizione, e camminavamo insieme.

Quando sono stato vescovo ad Arezzo tutti gli anni ho voluto fare un pellegrinaggio a piedi con i miei diocesani a La Verna, facendo 25 chilometri in salita per chiedere a san Francesco il dono delle vocazioni e la benedizione sulla diocesi. Anche venendo in Umbria ho continuato i miei pellegrinaggi e ho capito che quello che conta nella vita è camminare, camminare sempre, ma avendo una meta, avendo chi ci guida, e chi ci guida nella vita e nel nostro cammino è Cristo. E la Stella polare su cui fissare sempre gli occhi è Maria: ‘Respice Stellam’, dice san Bernardo, ‘guarda la Stella’, che è Maria”.

Per comprendere perché ancora dopo 40 anni si compie questo gesto abbiamo incontrato colui che ha ridato ‘vita’ a questo pellegrinaggio, Giancarlo Vecerrica, vescovo emerito di Fabriano-Matelica e guida infaticabile del pellegrinaggio, che nonostante gli anni, continua a percorrere la strada lauretana con spirito giovanile, partendo proprio dall’intenzione del pellegrinaggio di quest’anno, 'Non sarai più solo, mai’: quale è la chiave educativa del Pellegrinaggio?

“Il Pellegrinaggio, paradigma della vita cristiana, vuole educare a una consapevolezza sempre più grande di cosa è il cristianesimo e come testimoniarlo oggi, in questo mondo ‘incattivito’. La definizione, più recente, è quella data da papa Benedetto XVI, ripresa poi da papa Francesco:

‘All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica, bensì l’incontro con una Persona, che dà alla vita una direzione giusta’. Don Giussani, il grande educatore dei giovani, mi ha ridato entusiasmo richiamando sempre questo avvenimento che Gesù, figlio di Dio, mi accompagna sempre. Proprio questo ci sta a cuore mentre riproponiamo ai giovani, accompagnati dagli adulti, l’esperienza affascinante di questo pellegrinaggio a piedi, mettendo a tema questa esortazione di papa Francesco: ‘Non sarai più solo, mai’. La compagnia della Persona di Gesù nella Chiesa ridona speranza a questo mondo sempre più egoistico, chiuso a ‘murarsi’ e a chiudere i porti per non comunicare”.

Cosa è il Pellegrinaggio?


“E’ l’esperienza umana che fa vivere la vita come dono: il Pellegrinaggio educa al ringraziamento. Infatti è nato come atto di gratitudine al Signore che si è incarnato nella Santa Casa di Loreto. Infatti il Pellegrinaggio si svolge sempre all’ultimo sabato di scuola. In un mondo sempre più reso arido e insensibile, con questo atto di gratitudine desideriamo educare i giovani alla vita comunitaria: quanti vengono al cammino notturno proprio per ringraziare la Madonna! E questo gesto di ringraziamento raccoglie tutta l’umanità che uno vive, con gioie e dolori, con debolezze e atti di carità straordinaria: le testimonianze che proponiamo durante il cammino lo documentano”.

Il Papa ha inviato ai giovani l'esortazione post sinodale ‘Christus vivit’: come raccontare ai giovani la bellezza del Vangelo?

“Una delle intenzioni del pellegrinaggio è l’accompagnamento dei giovani da parte degli adulti: quest’anno risuonerà il meraviglioso testo di papa Francesco ‘Christus vivit’ sul dopo Sinodo sui giovani, firmato proprio a Loreto il 25 marzo scorso.

Per vivere questa intenzione il Pellegrinaggio sarà presieduto dal card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI e membro del Sinodo. Il Pellegrinaggio desidera comunicare ai giovani la bellezza del Vangelo proprio con la testimonianza di Gesù che è il Vivente e perciò il Presente. E’ la compagnia di Gesù che affascina. Nel Vangelo Lui dice che a chi lo segue darà la vita eterna e il ‘centuplo’ quaggiù.

Don Giussani diceva ai giovani: ‘mi meraviglio che non vi interessa il centuplo sulle cose della vita’. Le molte testimonianze che presenteremo nel cammino notturno susciteranno, come ogni anno, una grande attrattiva verso Gesù. Un anno, una giovane atleta russa partecipante al pellegrinaggio portò questa testimonianza: cammino con voi perché sono atea; desidero vedere il volto di Dio nel vostro volto”.

Un’altra intenzione è per il mese missionario di ottobre: a quale impegno missionario è chiamato il cristiano?


“Papa Francesco ha indetto per l’ottobre prossimo un ‘Mese Missionario Straordinario’. Il Pellegrinaggio Macerata-Loreto propone di pregare per la riuscita di questa proposta del papa e animare i giovani per vivere la fede come missione. Il cristiano è sempre un missionario, che annuncia la Buona Novella del Vangelo, che rende tutti più felici.

Gesù è venuto per tutti e si comunica attraverso i suoi discepoli. Al termine del Pellegrinaggio, a Loreto, l’Arcivescovo Mons. Dal Toso, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, darà il “Mandato Missionario” a tutti i pellegrini, insieme a un crocifisso, rendendoli così tutti discepoli missionari del Papa. Invito e attendo tutti al Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto di sabato 8 giugno 2019, alle ore 20, allo stadio di Macerata”

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