Dalle diocesi, Cristo Re e la giornata per il sostegno economico alla Chiesa

Numeri e fatti della Chiesa in Italia

La locandina della Giornata
Foto: CEI
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Domani la Chiesa celebra la festa di Cristo Re. E’ la domenica che chiude l’anno liturgico: domenica prossima, 1 dicembre, infatti, con la prima domenica di Avvento entriamo nel nuovo anno liturgico.

In Italia domani la Chiesa celebra anche la Giornata nazionale delle Offerte per il sostentamento clero con lo slogan “Nei gesti quotidiani dei nostri sacerdoti c’è l’amore di Dio” e con l’invito particolare a guardare con attenzione alla missione dei 34mila sacerdoti, sulla loro opera e sulle Offerte che sono dedicate al loro sostentamento.

“Aiutare in maniera concreta i nostri sacerdoti credo sia un dovere di tutti noi che ne apprezziamo la missione e l’operato”, spiega  Matteo Calabresi, responsabile dell’Ufficio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa: ogni offerta, anche di minimo importo, sostiene un sacerdote e gli dà energia per continuare a svolgere la sua missione e aiutare i più poveri”.

In una nota pubblicata sul sito la Cei informa che lo scorso anno sono state circa 100mila le persone che hanno dato il proprio contributo per un totale di 8.801.301,17 euro raccolte. Queste Offerte concorrono a rendere possibile la remunerazione mensile dei 30.985 sacerdoti secolari e religiosi a servizio delle 224 diocesi italiane e dei 2.956 sacerdoti che, per ragioni di età o di salute, sono in previdenza integrativa. I sacerdoti italiani non ricevono più uno stipendio dallo Stato (congrua) da circa 30 anni ed è “responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte”, si legge nella nota.

Dal punto di vista numerico, la presenza del clero in Italia sembra distribuita nelle 3 grandi macro-aree in cui si divide convenzionalmente il paese (Nord, Centro, Sud) fa notare Franco Garelli: il 45% appartiene alla Regione ecclesiastica del Nord, che comprende le Regioni ecclesiastiche del Piemonte e Valle d’Aosta, della Lombardia, della Liguria, del Triveneto e dell’Emilia Romagna; in parallelo, il 20,67% del clero in Italia è presente nelle Regioni ecclesiastiche del Centro (Toscana, Marche, Umbria, Lazio) e il 34,4% del clero vive e opera invece nella macro Regione ecclesiastica del Sud e delle Isole, che comprende le Diocesi della Campania, Abruzzo e Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Dal 1990 ad oggi, sempre secondo il sociologo, il clero del Nord si è ridotto del 27% circa, quello del Centro si è ridimensionato del 12% circa, mentre il clero del Sud ha avuto un incremento del 3.5% dei suoi effettivi. “Non è agevole – scrive -  comprendere il significato di queste tendenze, valutare se esse rappresentino un fattore positivo o critico per lo sviluppo della chiesa e del cattolicesimo in Italia. Certo si tratta di indicazioni che gli addetti ai lavori (gli studiosi dei fenomeni religiosi nazionali e gli operatori del sacro) associano immediatamente ad altri scenari. La presenza di un maggior clero al Sud può, almeno in parte, spiegare anzitutto la maggior tenuta della pratica religiosa nelle Regioni del Sud e delle Isole rispetto al resto del Paese; e anche il maggior rilievo riconosciuto/esercitato dalla Chiesa (e dalle sue istituzioni) nelle Regioni meridionali e insulari che nel resto d’Italia. In termini più generali, questi dati sembrerebbero confermare l’idea che negli ultimi decenni il paese ha conosciuto un processo di secolarizzazione caratterizzato da un’intensità diversa, da una doppia velocità: più forte e pronunciato nelle regioni del Nord e del Centro Italia, e più dolce e attenuato nelle regioni meridionali e insulari”.

I contributi che vengono dalle offerte per il sostentamento clero  aiutano anche i sacerdoti italiani in missione in varie parti del mondo: sono circa 400.

E missionario è stato il mons. Aldo Mongiano che in questi giorni ha festeggiato un secolo di vita. Originario di Pontestura, in Piemonte, è missionario della Consolata, come due suoi fratelli. Per tanti anni in Africa ha poi guidato, in Brasile, come vescovo, la diocesi di Roraima, al confine con l’Amazzonia fin dalla sua fondazione, 1979 al 1996. Oggi vive, dopo una vita trascorsa a fianco dei gli indios, nella sua città natale. A mons. Mongiano non ha fatto mancare, come riferisce il quotidiano “Avvenire”, gli auguri Papa Francesco con una lettera inviata al vescovo di Casale Monferrato, Gianni Sacchi. Momenti di festa anche in diocesi.

L’impegno dei sacerdoti a fianco dei più bisognosi non manca. Abbiamo scritto e letto diverse iniziative che si sono svolte in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri celebrata domenica scorsa. Ma sono tante quelle attive nel corso dell’anno. In Calabria la Caritas regionale ha presentato, nei giorni scorsi, a Lamezia Terme, le cinque opere “segno” inserite nel progetto “Costruire speranza” a servizio di persone bisognose come il centro di accoglienza per i più poveri a Sibari dedicato a padre Lazzaro Longobardi, ucciso cinque anni fa o il progetto che mette all’opera detenuti in prova impegnati nella coltivazione del peperoncino.

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